Il futuro è sociale: diamo forza al welfare

Investire nel welfare, garantire i livelli essenziali delle prestazioni, far crescere il lavoro sociale, partecipare alla programmazione e all’organizzazione nazionale e locale del welfare, il tutto all’insegna di trasparenza ed eticità: da queste basi muove l’impegno del Forum Nazionale del Terzo Settore, per diffondere un messaggio lanciato insieme all’appello intitolato “Il futuro è sociale. Diamo forza al welfare”. A fianco di alcuni incontri territoriali, un importante incontro nazionale sul tema è in programma per il 3 novembre a Roma

Immagine-simbolo della campagna "Il futuro è sociale" del Forum del Terzo Settore

L’immagine-simbolo delle iniziative promosse in questa fase dal Forum Nazionale del Terzo Settore

Alcuni incontri territoriali e anche l’incontro nazionale di Roma, in programma per il 3 novembre (Porta Futuro, ore 9.30): si articola così l’impegno di queste settimane del Forum Nazionale del Terzo Settore – cui è associata anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – per diffondere un messaggio lanciato insieme all’appello intitolato Il futuro è sociale. Diamo forza al welfare, che in calce pubblichiamo integralmente e che incomincia così: «Ogni giorno milioni di persone si impegnano e partecipano attivamente: per un Paese più giusto e solidale, a partire dal rispetto verso coloro che più stanno pagando i costi della crisi e che rischiano di non avere più diritto ai propri diritti; perché credono che la fiducia e la voglia di investire sul futuro riparta se, col concorso di tutta la comunità, si realizza una rete di politiche e servizi per l’infanzia, gli anziani, le famiglie, per la lotta a ogni forma di esclusione e povertà».

Aperti da Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Cristiano Gori, docente di Politica Sociale all’Università Cattolica di Milano e Stefano Tassinari, che presso il Forum è il coordinatore della Consulta Welfare, i lavori del 2 novembre a Roma proseguiranno con gli interventi di un rappresentante della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, di un esponente delle Politiche Sociali dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), di Maurizio Bernava, responsabile per i Dipendenti del Pubblico Impiego e per le Politiche Sociali della CISL, di Stefano Cecconi dell’Area Contrattazione Sociale-Salute della CGIL e di Francesco Maria Gennaro, responsabile per le Politiche Sociali (Servizio Politiche Sociali e Sostenibilità) della UIL.
Le conclusioni saranno affidate a Franca Biondelli e Vito De Filippo, sottosegretari di Stato, rispettivamente al Lavoro e alle Politiche Sociali e alla Salute, e ancora a Pietro Barbieri. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@forumterzosettore.it (Anna Monterubbianesi).

L’appello diffuso dal Forum Nazionale del Terzo Settore
Il futuro è sociale. Diamo forza al welfare

Cittadini attivi per il welfare sociale
Ogni giorno milioni di persone si impegnano e partecipano attivamente:
– per un Paese più giusto e solidale, a partire dal rispetto verso coloro che più stanno pagando i costi della crisi e che rischiano di non avere più diritto ai propri diritti;
– perché credono che la fiducia e la voglia di investire sul futuro riparta se, col concorso di tutta la comunità, si realizza una rete di politiche e servizi per l’infanzia, gli anziani, le famiglie, per la lotta a ogni forma di esclusione e povertà.
Nei Paesi dove c’è più Welfare c’è più crescita e sviluppo.

A partire da questo impegno per comunità attive e solidali, del quale è protagonista il mondo del Terzo Settore, chiediamo di:
1. Investire nel welfare. Da Sud a Nord
Si costruisca insieme, istituzioni e forze sociali, un piano nazionale che superi i tanti e diseguali sistemi regionali e si stanzino risorse certe e stabili (praticamente dimezzatesi negli anni di crisi), che insieme al Fondo Politiche Sociali arrivino gradualmente in alcuni anni a un incremento complessivo dello 0,9% di Pil (15 mld€), senza tagliare altre risorse ai Comuni, per sostenere:
– la lotta alla povertà assoluta attraverso una misura attiva quale il REIS (Reddito di inclusione sociale);
– l’infanzia e adolescenza;
– la disabilità e non autosufficienza, vincolando la sanità all’integrazione sociosanitaria;
– l’immigrazione: asilo, integrazione, cittadinanza;
– le famiglie.

2. Garantire i livelli essenziali delle prestazioni
Si costruisce dignità, si rispetta la Costituzione e non si sprecano i soldi, solo definendo e rendendo esigibili i livelli essenziali delle prestazioni. Bisogna dare obiettivi a ogni servizio, adottando adeguati strumenti di verifica, monitoraggio, controllo. Inoltre occorre mettere in rete le innovazioni che già si realizzano sul territorio.

3. Far crescere il lavoro sociale
Riconoscere il lavoro sociale garantisce un welfare migliore e nuova occupazione. Serve aiutare le famiglie nel ricorso al lavoro di cura o educativo regolare anche prevedendo maggiori detrazioni e agevolazioni fiscali (“social bonus”).

4. Partecipare alla programmazione e all’organizzazione nazionale e locale del welfare
Volontariato, associazionismo e imprenditorialità sociale siano partner attivi delle politiche pubbliche, non semplici fornitori al costo più basso possibile e con ritardi nei pagamenti. Istituzioni e Terzo Settore devono promuovere insieme una reale partecipazione delle persone e della comunità nella programmazione, progettazione, realizzazione, monitoraggio e verifica dei servizi.

5. Trasparenza
Partecipazione, trasparenza ed eticità sono la vera lotta contro ogni forma di spreco, di speculazione, di corruzione, di clientelismo e di finto Terzo Settore. L’impegno alla trasparenza riguarda tutti gli attori coinvolti, quindi anche le Pubbliche Amministrazioni.

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