A Rimini, dove la parola d’ordine sarà inclusione

«Il successo di partecipazione al Convegno Internazionale “La Qualità dell’integrazione scolastica e sociale” è il segnale di un passaggio consapevole da una scuola che non si limita solo a integrare gli alunni con disabilità a una scuola pienamente inclusiva, che sappia valorizzare l’infinita varietà delle differenze umane»: a dirlo è Dario Ianes, presentando il grande appuntamento biennale di Rimini, di cui è stato uno dei cofondatori, eventoavviato oggi, 13 novembre, all’insegna dei “grandi numeri” e degli ospiti illustri

Zygmunt Bauman

Il celebre sociologo e filosofo Zygmunt Bauman sarà uno degli ospiti d’eccezione del Convegno di Rimini

Ci siamo già occupati nei giorni scorsi di uno degli appuntamenti certamente più significativi del 10° Convegno Internazionale La Qualità dell’integrazione scolastica e sociale, apertosi oggi e che si terrà fino al 15 novembre al Palacongressi di Rimini, a cura del Centro Studi Erickson. Ci riferiamo alla tavola rotonda di sabato 14 novembre, tutta dedicata all’insegnamento di sostegno, che coinvolgerà alcuni tra i principali esperti nazionali di inclusione e i rappresentanti di una serie di Associazioni di settore (persone con disabilità, familiari, dirigenti, insegnanti).
Pur importante, però, quell’incontro sarà solo uno tra i tanti che animeranno una tre giorni “dai grandi numeri”, a caratterizzare ancora una volta uno tra più attesi eventi italiani centrati sull’educazione, l’integrazione e la disabilità. Nel corso infatti di 3 sessioni plenarie e di oltre 80 workshop, prenderanno la parola più di 200 relatori, con la partecipazione di oltre 4.700 insegnanti, educatori e professionisti, che arriveranno in Romagna per riflettere su integrazione scolastica e sociale, disabilità, difficoltà di apprendimento, tecnologie e metodologie didattiche innovative, cercando di trovare, su tali delicate questioni, nuovi percorsi e proposte operative.

«Questo successo di partecipazione – dichiara Dario Ianes, cofondatore del Convegno – è il segnale di un passaggio consapevole da una scuola che non si limita solo a integrare gli alunni con disabilità, a una scuola pienamente inclusiva, che sappia valorizzare l’infinita varietà delle differenze umane, dalle disabilità alle genialità, dalle differenze culturali e linguistiche a quelle familiari ed economiche, dalle differenze di apprendimento alle differenze di genere e orientamento sessuale».
«Dalla prima edizione di questo appuntamento biennale – aggiunge Ianes – nato nel 1997, sull’onda del post-Legge Quadro 104/92, la strada percorsa verso l’inclusione è stata lunga e molto stimolante. Molte le conquiste sul campo, grazie a una partecipazione responsabile di insegnanti, associazioni e famiglie, che hanno spinto nella direzione di una scuola inclusiva di Qualità. Qualità con la Q maiuscola [come nella stessa denominazione del Convegno, N.d.R.], che è stata cercata, stimolata, raccontata, documentata e discussa in un’edizione dopo l’altra».

Ad aprire i lavori oggi, 13 novembre, è proprio Dario Ianes, uno tra i principali esperti italiani di Pedagogia Speciale, che a partire dalle “dieci grandi idee” sviluppate nelle edizioni precedenti dell’incontro, darà il via al confronto a più voci sui grandi temi – dai bisogni educativi speciali alle nuove tecnologie per la didattica – che segnano il cammino verso una “buona scuola” realmente inclusiva.
E sarà un confronto cui prenderanno parte numerosi esperti del settore, con alcuni ospiti davvero d’eccezione, quali il filosofo francese Edgar Morin e il sociologo e filosofo ideatore del concetto della “modernità liquida”, il celebre Zygmunt Bauman, che affronteranno un tema estremamente attuale – quello dell’immigrazione – riflettendo su come spiegare l’islamismo in classe e su come sia cambiata l’educazione al tempo delle migrazioni.
Dalla parte dei ragazzi e delle loro speranze, sarà poi lo scrittore Niccolò Ammaniti, che nel suo ultimo romanzo Anna affida agli adolescenti un compito immane, quello cioè di salvare l’umanità.

L’ora di lezione e il concetto di educazione verranno poi affrontati dallo psicanalista e scrittore Massimo Recalcati e dal teologo Vito Mancuso, mentre Antonio Calvani, esperto di didattica e tecnologia dell’istruzione, si interrogherà su quali siano i bravi insegnanti.
E ancora, Camillo Bortolato, ideatore del metodo analogico, spiegherà come apprendere al volo fin dalla scuola dell’infanzia, sfruttando l’analogia, modalità che viene adottata nella vita di tutti i giorni. Infine, il pedagogista Francesco Zambotti illustrerà le potenzialità della didattica digitale in un’ottica inclusiva, mentre lo psicologo Fabio Celi spiegherà i vantaggi dell’approccio cognitivo-comportamentale nella gestione della classe.
Accanto a loro, tre “relatori impossibili”, come Maria Montessori, Burrhus Skinner e Lev Vygotskij, le cui teorie pedagogiche prenderanno vita grazie all’interpretazione magistrale di alcuni attori.

A fare il punto sui processi di apprendimento, saranno poi Daniela Lucangeli, tra le massime esperte di intelligenza numerica, che indagherà in particolare il ruolo delle emozioni, e il neuroscienziato Giorgio Vallortigara, che spiegherà come migliorare il “senso del numero” innato in ogni bambino.
Ampio spazio sarà dedicato inoltre agli aspetti emotivi e relazionali che caratterizzano l’età evolutiva, grazie agli interventi dello psicoterapeuta Alberto Pellai, che affronterà il tema della diseducazione sessuale dei cosiddetti “nativi digitali”, del pedagogista Daniele Novara, che spiegherà i vantaggi di “litigare con metodo” e dello psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet, che parlerà della “fatica” di diventare grandi.
Infine, con l’obiettivo di individuare strategie efficaci di integrazione e inclusione per le disabilità e i bisogni educativi speciali, verranno affrontati nello specifico i disturbi del comportamento (con Stefano Vicari, neuropsichiatra), il disturbo oppositivo provocatorio (con Gianluca Daffi), i disturbi dello spettro autistico (con Paola Venuti, docente di Psicologia Dinamica e Psicopatologia Clinica), la dislessia (con Giacomo Cutrera, vicepresidente dell’AID-Associazione Italiana Dislessia) e i bisogni educativi speciali in senso stretto (con Cesare Cornoldi, docente di Psicologia dell’Apprendimento).
A chiudere i lavori delle tre sessioni plenarie, domenica 15 – preceduto anche dall’intervento di Marco Espa, componente della Giunta Nazionale FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e presidente della Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi), che presenterà per l’occasione alcune schede-indagine basate su dati ISTAT e realizzate dalla stessa FISH – sarà Andrea Canevaro, professore di prestigio internazionale, da sempre impegnato sul fronte dell’inclusione scolastica, proporrà un’originale riflessione sulle sfide dell’altruismo.

Alle tre sessioni plenarie, come accennato inizialmente, si aggiungeranno oltre 80 workshop di approfondimento, per il programma completo dei quali rimandiamo al sito dedicato all’evento di Rimini, limitandoci qui a indicarne i temi generali, ovvero la didattica (in questo settore vi sarà anche la citata tavola rotonda già trattata a parte dal nostro giornale), le nuove tecnologie per la didattica stessa, i bisogni educativi speciali, gli aspetti emotivi e psicologici, i disturbi specifici dell’apprendimento, la logopedia, la disabilità, i disturbi dello spettro autistico e la psicomotricità. (S.B.)

Per ogni approfondimento sul Convegno di Rimini (e anche per il programma completo), accedere al sito dedicato. Per ogni ulteriore informazione: Ufficio Stampa Centro Studi Erickson (Anna Fogarolo), ufficiostampa@erickson.it.

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