Le affinità tra Van Gogh e le persone con autismo

Verrà inaugurata il 13 novembre a Pordenone la nona edizione della tradizionale mostra “Mosaicamente”, basata sulle opere musive realizzate da persone con autismo dell’Officina dell’Arte, struttura della Fondazione Bambini e Autismo. Questa volta l’omaggio sarà a Vincent Van Gogh, «anche per rappresentare – come spiegano dalla Fondazione friulana – il lavoro di un pittore diverso a cui le persone con autismo sono molto affini, non sul piano clinico, ma sul piano dell’ipocrisia con cui la società e le istituzioni preposte le trattano»

Mosaico raffigurante Van Gogh, realizzato all'Officina dell'Arte di Pordenone

Una delle opere in mostra dal 13 novembre a Pordenone, per “Mosiacamente 9. Omaggio a Van Gogh”

Sono ormai nove anni che a Pordenone la Fondazione Bambini e Autismo, una delle principali realtà del nostro Paese impegnate sul fronte dell’autismo, realizza mostre di mosaici ispirate a grandi artisti del Novecento e dintorni (tra gli altri, Picasso, Depero, Guttuso, Warhol, Klee).
Tali opere vengono prodotte presso il centro lavorativo per persone con autismo adulte Officina dell’Arte, struttura della Fondazione dove lavorano adulti e giovani adulti con autismo, coadiuvati da un maestro diplomato alla Scuola dei Mosaicisti del Friuli Venezia Giulia.

Quest’anno Mosaicamente 9 è stata dedicata a Vincent Van Gogh e verrà inaugurata venerdì 13 novembre a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone (Corso Vittorio Emanuele II, ore 18).
«Questo – spiegano da Bambini e Autismo – è un appuntamento al quale non si poteva mancare e che doveva, in linea con lo spirito del tempo, arrivare ora. Non prima, perché forse gli speciali artisti che lavorano il mosaico non erano abbastanza esperti nella tecnica del mosaico, non dopo perché la Fondazione ha l’urgenza di stare dalla parte degli ultimi non a parole ma nei fatti. A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi di cosa stiamo parlando… Stiamo parlando soprattutto di Vincent Van Gogh, un signore che nel 1886 fu respinto dall’Accademia di Anversa con la motivazione che non sapeva dipingere… Stiamo parlando di un artista che molta della sua breve vita la passò in istituti per malati mentali (leggi manicomi), dove comunque riuscì anche in una situazione, immaginiamo non semplice, a realizzare opere pittoriche per noi oggi stupefacenti. In vita non vendette quasi mai i suoi quadri e quindi, se non ci fosse stato il fratello Theo a fargli da spalla morale ed economica, la sua vita da “ultimo” sarebbe stata ancora più tragica».
«Questo – sottolineano ancora dalla Fondazione pordenonese – è il personaggio che abbiamo voluto omaggiare, con una mostra che consta di ventuno opere nate dalle suggestioni di altrettanti quadri tra i più famosi dell’artista. E qui, però, nasce anche l’urgenza di rappresentare il lavoro di un pittore diverso a cui le persone con autismo sono molto affini, non sul piano clinico, ma sul piano dell’ipocrisia con cui la società e le istituzioni preposte le trattano. Questa mostra, dunque, segna anche un riscatto, un’unione ideale con Van Gogh, realizzata nei modi e con le competenze di artisti adulti con autismo».

Inaugurata, come detto, domani, 13 novembre, Mosaicamente 9. Omaggio a Van Gogh, resterà aperta nei fine settimana, fino al 20 dicembre. Da segnalare inoltre che, come evento collaterale, il 4 dicembre al Cinemazero della città friulana (ore 21), verrà proiettato Van Gogh: un nuovo modo di vedere, film-documentario diretto quest’anno da David Bickerstaff. Il critico d’arte Alessandro Del Puppo introdurrà la serata. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: relazioniesterne@bambinieautismo.org.

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