Dentro l’autismo

Sarà il libro “Dentro l’autismo. L’esperienza di un clinico, la testimonianza di un Asperger”, al centro di un incontro promosso per il 26 novembre a Bologna dall’ANGSA del capoluogo emiliano (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), in collaborazione con Bibliobologna e la Biblioteca Salaborsa. Per l’occasione, l’autrice Raffaella Faggioli, psicologa ed educatrice professionale, dialogherà con Graziella Roda, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna

Raffaella Faggioli, J.s. Lorenzo, "Dentro l'autismo", copertinaRaffaella Faggioli, psicologa ed educatrice professionale, con il suo libro Dentro l’autismo. L’esperienza di un clinico, la testimonianza di un Asperger (Milano, FrancoAngeli, 2014, ristampa del 2015), scritto con J.S. Lorenzo (e la collaborazione di Cecilia Vallardi), sarà la protagonista di un incontro promosso per giovedì 26 novembre a Bologna (Auditorium Enzo Biagi della Biblioteca Salaborsa, Piazza del Nettuno, 3, ore 16-19) dall’ANGSA del capoluogo emiliano (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), in collaborazione con Bibliobologna e con la Biblioteca Salaborsa.
Per l’occasione, Faggioli dialogherà con Graziella Roda dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, rivolgendosi a tutti i cittadini solidali che vorranno partecipare e in particolare a insegnanti, psicologi, educatori, genitori e operatori sociali.

Su Dentro l’autismo – che affronta temi come la diagnosi, le difficoltà di comunicazione, i fraintendimenti, le forme di rigidità, i disturbi sensoriali e le difficoltà sociali e quelle quotidiana e di chi convive, direttamente o indirettamente, con l’autismo, cercando di spiegare le percezioni di chi lo vive in prima persona – Graziella Roda si è recentemente espressa così: «Desidero segnalare questo libro in modo particolare agli insegnanti e agli educatori che hanno a che fare con persone autistiche con un buon funzionamento intellettivo (che è la parte principale della trattazione del volume). Il mondo dell’autismo senza disabilità intellettiva (a volte con quozienti di intelligenza molto alti) è ancora poco conosciuto tra i docenti, che possono essere portati a sottovalutare le difficoltà esistenziali degli allievi, constatando i loro buoni (talvolta ottimi) risultati scolastici. Il libro di Raffaella Faggioli e le parole delle persone con autismo riportate nel volume, forniscono elementi di conoscenza non accademica e non teorica, ma concreta, calata nella vita vera, carica di empatia, e quindi di più facile comprensione per chi ha a che fare con tanti tipi di problemi, di difficoltà e di handicap e non ha il tempo né il modo di leggere tanti tomi specialistici».
«È importante – ha sottolineato ancora Roda – che il mistero che ancora circonda l’autismo venga reso meno fitto, per consentire una migliore comprensione della situazione delle persone che presentano questa condizione. Il percorso che Faggioli indica per l’approccio con le persone autistiche con un buon funzionamento intellettivo, se l’ho ben compreso, è quello di un incontro tra mondi che devono imparare a spiegarsi su tutto, senza dare per scontato niente e soprattutto senza pensare che le cose possano essere capite/intuite per una qualche forma di “grazia”, senza un costante impegno e fatica, a darsi strumenti per comunicare, a rispettarsi e ad accettarsi anche là dove effettivamente non è possibile capirsi davvero. Per ognuno di noi, il mondo è quello che il nostro cervello e la nostra mente ci costruiscono. Cervelli diversi, menti diverse costruiscono mondi molto diversi. Ciò non significa che si debbano accettare le conseguenze dell’autismo così come si presentano, senza lottare per dare (e darsi) una migliore qualità della vita. E ciò è tanto più vero quanto più le condizioni intellettive sono compromesse e la comunicazione, anche essenziale, diventa difficilissima».
«Raccontando delle persone autistiche che ha incontrato e che incontra – ha concluso la funzionaria dell’Ufficio Scolastico dell’Emilia Romagna -, Raffaella Faggioli ci presenta vicende, anche difficili, in cui la tensione verso una vita migliore è costante. Con l’invito a comprendere che “vita migliore” può anche avere significati diversi per noi che non siamo autistici, rispetto a coloro che invece lo sono». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: angsabologna@gmail.com.

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