E se ci sono i fondi, manca il personale…

Nella Città Metropolitana di Milano, ci sono i fondi per attivare i progetti di inserimento lavorativo delle persone con disabilità, ma nonostante ciò circa 1.300 persone con disabilità, che vorrebbero e potrebbero iniziare un’attività lavorativa, sono costrette a restare in attesa, dal momento che manca il personale per gestire le pratiche necessarie all’avvio e alla gestione di quegli stessi progetti. E i problemi in questo settore non riguardano solo Milano, come denuncia la Federazione LEDHA

Persona con disabilità a uno sportello«Torniamo a chiedere a Regione Lombardia e Città Metropolitana di Milano di attivarsi al più presto, per sanare una situazione di disagio crescente che può causare ricadute pesanti in termini di occupazione. Ma che soprattutto viola i diritti delle persone con disabilità»: lo dichiara Alberto Fontana, presidente della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), a proposito di una questione ai limiti del paradossale, che costringe circa 1.300 persone con disabilità a restare in attesa di un lavoro, pur avendone il diritto e pur essendo già stati stanziati i fondi che ne garantirebbero l’occupazione.

«Una volta tanto – si legge infatti in una nota diffusa dalla LEDHA -, non è questione di risorse economiche, perché il Piano Emergo della Città Metropolitana di Milano, che ha come obiettivo il finanziamento di servizi per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, quest’anno può contare su un budget di circa 600.000 euro. Eppure, circa 1.300 persone con disabilità, che vorrebbero e potrebbero iniziare un’attività lavorativa, sono costrette a restare in attesa, dal momento che negli uffici della Città Metropolitana manca il personale che dovrebbe gestire tutte le pratiche necessarie all’avvio e alla gestione di questi progetti (pratiche di apertura dei bandi, verifica della rendicontazione ecc.)».
A tal proposito, quindi, la LEDHA ha fatto proprio l’allarme lanciato dalle Sezioni di Milano dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) – organizzazioni aderenti alla LEDHA stessa -, che guardano con estrema preoccupazione ai recenti sviluppi della riforma del sistema delle politiche attive del lavoro in Lombardia.
Nello specifico, a preoccupare le Associazioni è la mancata attivazione delle risorse del Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili e del Piano Emergo 2014-2015 della Città Metropolitana di Milano, una situazione di disagio che coinvolge in realtà tutte le Province lombarde, ma che nella Città Metropolitana è particolarmente forte, anche per i cambi avvenuti a livello dirigenziale, che non hanno consentito la continuità del lavoro, come invece è avvenuto in altri territori.

«Stiamo assistendo a una riduzione drastica del personale negli uffici del Settore Lavoro di Città Metropolitana – sottolinea dunque Alberto Fontana – non accompagnata da un percorso di adeguamento delle strutture che gestiscono i servizi per le persone con disabilità. Proprio per questo motivo abbiamo chiesto alla Regione Lombardia e alla Città Metropolitana di Milano di intervenire urgentemente, ma la nostra prima richiesta, a due settimane di distanza, è rimasta senza risposta e soprattutto senza che in questo venisse effettuato nessun intervento per risolvere la situazione». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it (Ilaria Sesana).

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