Come usano le tecnologie le persone con disabilità visiva?

Proviamo a scoprirlo analizzando i risultati di un sondaggio promosso dal gruppo NvApple e scoprendo una serie di elementi interessanti, come la cospicua percentuale di persone con disabilità visiva che, in àmbito di nuove tecnologie, faticano a lasciare “il certo per l’incerto”, ciò che è dovuto probabilmente ai tempi lenti con cui si evolvono gli strumenti per la disabilità e al fatto che non sempre i nuovi prodotti rispettano la necessaria accessibilità

Mani su una tastiera e mouseÈ noto che, a partire dagli Anni 2000, la tecnologia ha assunto un ruolo di primaria importanza per l’autonomia delle persone con disabilità in diversi àmbiti, quali lo studio, l’informazione, la mobilità, il lavoro e la comunicazione, sia tra di loro che con il resto della società. Se prima risultava un aspetto indubbiamente importante, ma non “obbligatorio”, oggi giorno dispositivi di ogni genere invadono le nostre case e per non restare esclusi dalla società, siamo costretti a un continuo aggiornamento di dispositivi, nuovi sistemi operativi e applicazioni, cosa non sempre facile né realmente vantaggiosa.
Un gruppo come quello di NvApple, composto da esperti di tecnologie per persone con disabilità visiva, si occupa da sempre di presentare ed effettuare formazione sui prodotti Apple, ma non è certo possibile ignorare tutti gli altri dispositivi esistenti sul mercato.
Per questo lo stesso NvApple ha lanciato un sondaggio in Italia, denominato Vedo/Non vedo, riguardante le modalità di utilizzo di personal computer e telefoni cellulari o comunque dispositivi mobili da parte delle persone non vedenti e ipovedenti. Comprendere infatti il livello di diffusione sul territorio e stilare una statistica sulle abitudini e sugli strumenti utilizzati da chi non vede è molto importante, in quanto permette di avere un quadro generale, naturalmente non completo, di come non vedenti e ipovedenti si approccino alle nuove tecnologie.

Qui di seguito, dunque, riportiamo un’analisi dei risultati di tale sondaggio, con la premessa che si è dovuta scartare qualche risposta, in quanto un numero non proprio esiguo di utenti ha inserito voci piuttosto improbabili (ad esempio utilizzare come screen reader [“lettore di schermo”, N.d.R.] primario Voiceover per Mac, con Windows come sistema operativo principale. Questo genere di risposte sono state considerate “nulle”).
Al sondaggio hanno partecipato 329 persone, con una maggioranza di non vedenti (71% degli utenti che ha risposto al questionario). Si è riscontrata una notevole adesione da parte di utenti residenti nelle Regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte e Veneto), più una piccola percentuale proveniente dal Canton Ticino (Svizzera).

Ma come sono venuti a conoscenza del sondaggio gli utenti? Il 32% è arrivato da Associazioni come l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e l’ADV (Associazione Disabili Visivi), coinvolte nella diffusione tra i loro soci, seguite dalle liste di discussione e dallo stesso sito NvApple, rispettivamente al 23% e 19%.
Le domande relative all’ambiente desktop (computer fissi o da tavolo) hanno visto la vittoria schiacciante di Microsoft: sommando infatti tutte le versioni dei sistemi operativi Windows, si è arrivati addirittura al 73%, mentre il sistema Mac con OSX si è fermato al 20%.
Per quanto poi riguarda i prodotti Microsoft, domina Windows 7 al 40%, seguito da Windows Xp, attestatosi al 14% delle preferenze.
Più frammentata la situazione dei sistemi operativi secondari. Il 45% degli utenti, infatti, afferma di non usare un sistema operativo alternativo, il che conferma che quando un utente trova una piattaforma soddisfacente, non sente la necessità di cambiarla.
La diffusione dei MAC come sistemi secondari si ferma al 13%, Windows 7 ha ottenuto il 19% e XP il 16%. In questo caso 9 persone hanno compilato risultati impossibili e pertanto nulli.

Qual è risultata essere, invece, la diffusione maggiore tra gli screen reader? Jaws for Windows ha ottenuto il 46% delle preferenze, seguito da Voiceover per Mac al 19% e da NVDA al 16%. Prodotti come Cobra, Window-Eyes o altri software hanno ottenuto percentuali intorno all’1%.
Leggermente diverso il quadro relativo agli screen reader secondari, considerando che un buon 37% non ne fa uso, che il 28% utilizza NVDA, seguito da Jaws al 21% e da Voiceover per Mac al 12%.
C’è però una lista di altri dati poco omogenei, di cui il 2% scartato per valori incompatibili.

Due ulteriori importanti risultati riguardano lo scarso utilizzo del display Braille come output per lo screen reader: infatti, il 65% degli utenti ha affermato di non utilizzarlo, o alcuni di utilizzarlo solo in poche circostanze, preferendo l’output audio della sintesi vocale per la maggior parte delle funzionalità del PC.
Circa il 60 % delle persone che ha risposto ha dichiarato poi di usare il PC per svago, un po’ meno per lavoro (21%) e ancor meno per studio (solo l’11%). Naturalmente qualcuno lo utilizza anche per tutte e tre le circostanze, ma va detto che l’età media di chi ha compilato il sondaggio supera i 40 anni, per cui questa risposta è comprensibile.

E passiamo all’utilizzo dei sistemi in ambiente mobile. Qui i vecchi Nokia si sono assestati al 12%, ccosì come gli Android (12%), con gli iPhone o comunque gli apparecchi targati Apple al 73%.
Si è rilevato che anche persone abbastanza avanti negli anni non hanno riserve ad utilizzare gli iPhone, segno che l’accessibilità di questi dispositivi riesce ad arrivare a diversi range di età.
Il 65% delle persone non usa un secondo telefono, il restante 35% si suddivide in Nokia (19%) dispositivi IOS (9%) e Android (8%).
Con smartphone e tablet, il display Braille è (direi quasi comprensibilmente) assente, in quanto usare una riga braille col telefono fa perdere il concetto di portabilità. Pertanto non sorprende leggere che l’88% non si avvale di tecnologia Braille.

In conclusione, dal quadro seppur parziale del modo in cui le persone prive di vista si avvalgono della tecnologia, emerge una spaccatura netta tra chi non vuole abbandonare le vecchie tecnologie, come Windows XP e dispositivi mobili con sistema operativo Symbian (di proprietà Nokia), e chi invece ha avvicinato il “nuovo mondo” touchscreen.
Del resto i tempi nell’evoluzione delle tecnologie per la disabilità sono piuttosto lenti e non sempre i nuovi prodotti rispettano l’accessibilità necessaria a chi utilizza tecnologie assistive. Ben si può comprendere, dunque, perché si faccia fatica a lasciare “il certo per l’incerto”.
La speranza dello staff di NvApple – che ringrazia tutti gli utenti e le Associazioni per il sostegno fornito nella diffusione dell’iniziativa – è quello di aumentare nelle prossime edizioni la partecipazione al sondaggio, impegnandosi fin d’ora a migliorarlo, rendendolo più mirato e più semplice da compilare.

Consigliera nazionale dell’ADV (Associazione Disabili Visivi, aderente alla FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), funzionario di AlmavivA, leader italiano nelle tecnologie dell’informazione. Il presente approfondimento è il riadattamento, realizzato per gentile concessione, di due testi già apparsi nella testata «Blind.tech».

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