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Autismo: le leggi e i metodi riabilitativi

Foto in bianco e nero di profilo di ragazzo davanti a un vetro che riflette la sua immagine«Riteniamo questa modifica un passo in avanti da parte della Commissione Bilancio, anche se all’interno di quel provvedimento rimane menzionato il metodo ABA. Un testo di legge, infatti, non può e non deve far riferimento a nessuna metodologia».
Così Daniele Romano, presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commenta il provvedimento adottato nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio della Regione Campania, all’interno del Collegato alla Legge Finanziaria Regionale (Legge 1/16), con il quale è stata modificata una norma della Finanziaria stessa, che al comma 6 dell’articolo 8 aveva previsto l’adozione del citato metodo ABA (Analisi del Comportamento Applicata), per tutte le persone con disturbo dello spettro autistico. Ora invece quel testo risulta prevedere «adozioni di metodi, ivi compreso il metodo ABA, come una delle metodologie a cui ispirare gli interventi, nel rispetto delle Linee Guida per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti dell’Istituto Superiore di Sanità».

«È vero – sottolinea Romano – che la Linea Guida n. 21 dell’Istituto Superiore di Sanità (Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti) consiglia l’utilizzo – per altro unitamente ad altri programmi intensivi e altrettanto strutturati – del modello ABA nel trattamento dei bambini con disturbi dello spettro autistico, ma vi si dice anche che “è presente un’ampia variabilità a livello individuale negli esiti ottenuti dai programmi intensivi comportamentali ABA; è quindi necessario che venga effettuata una valutazione clinica caso-specifica per monitorare nel singolo bambino l’efficacia dell’intervento, ossia se e quanto questo produca i risultati attesi”».
«In conclusione riteniamo – dichiara ancora il Presidente della FISH Campania – che pur così modificato, il testo non rispetti ancora del tutto la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, perché si rischia ancor più di creare molta confusione e discriminazioni in tutti gli àmbiti della vita sociale e di non sostenere il conseguimento di un’eguaglianza di condizione attraverso politiche di mainstreaming [inserimento di provvedimenti specifici nel “flusso” dei provvedimenti generale, N.d.R.] e sostegno alla piena inclusione sociale. Ci appelliamo pertanto al Consiglio Regionale, che dovrà approvare definitivamente il Collegato alla Finanziaria, per fare in modo che si elimini del tutto la parte che richiama il metodo ABA». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: federhand.fishcampania@gmail.com.