Storie e narrazioni per l’inclusione

Quanto, e a quale condizioni, i racconti e altre produzioni linguistiche possono aiutare a costruire un processo di sviluppo e a stimolare idee, strategie e visioni alternative, utili a realizzare contesti inclusivi? Se ne parlerà a Padova il 1° aprile, con il contributo di numerosi autorevoli ospiti, durante l’incontro promosso dall’Università della città veneta, intitolato appunto “Storie e narrazioni per l’inclusione”, durante il quale si tenterà di costruire qualche utile “strumento” per un’inclusione di qualità

Disegno di Giovanni M. Ruzzarin per la locandina dell'incontro di Padova del 1° aprile 2016

Il disegno di Giovanni M. Ruzzarin che correda la locandina dell’incontro in programma per il 1° aprile a Padova

Ogni volta che si racconta una storia, personaggi ed eventi acquistano nuova vita e si arricchiscono di sfumature di significato inaspettate. Le storie facilitano l’acquisizione di nuove conoscenze, permettono la condivisione di emozioni, avvicinano le persone e congiungono le unicità. Un mondo sussurrato, immaginato, svelato che diventa possibilità concreta di partecipazione e inclusione.
Sarà questo il tema al centro di Storie e narrazioni per l’inclusione, giornata di studi in programma per venerdì 1° aprile a Padova (Aula Magna del Complesso Vallisneri, Viale Giuseppe Colombo, 3, ore 9), organizzata da Laura Nota, delegata del Rettore dell’Università di Padova per la Disabilità, e dal Centro di Ateneo di Servizi e Ricerca per la Disabilità, la Riabilitazione e l’Integrazione.

La necessità di porre al centro del dibattito – anche universitario – il tema dell’inclusività è stata del resto recentemente ribadita anche dal rettore dell’Ateneo padovano Rosario Rizzuto, proprio in occasione dell’inaugurazione dell’attuale Anno Accademico, quando ha affermato: «Vogliamo estendere l’impegno del nostro Ateneo, tra i primi a dotarsi di un servizio di supporto della qualità, con nuove iniziative che permettano agli studenti con diverse forme di vulnerabilità di realizzare progetti professionali soddisfacenti e che favoriscano la qualità dell’inclusione lavorativa dei dipendenti».
Per continuare dunque a tenere alta l’attenzione e soprattutto per dare parole e sostanza all’inclusione, l’Università di Padova ha chiamato a raccolta diverse forze provenienti dal mondo della ricerca psico-pedagogica, della realtà degli scrittori e dell’associazionismo, chiedendo a ciascuno di concentrarsi sul contributo che parole, storie e narrazioni possono dare ai contesti educativi e scolastici nel primo degli Equality Talks di Ateneo, cioè gli eventi programmati in materia di inclusione che vogliono promuovere una nuova consapevolezza sui grandi temi sociali.
Oltre alla delegata al Rettore Laura Nota, inoltre, sono stati coinvolti docenti e studenti, responsabili dei servizi territoriali e della scuola, esperti e membri di associazioni interessati alle questioni oggetto di riflessione, persone con e senza disabilità, nella co-costruzione di una giornata di particolare importanza.
Ecco quindi che alcuni sono andati “a caccia di parole” in specifici àmbiti, come i media, i giornali o gli atti di convegni, al fine di far riflettere sui modelli di disabilità e di inclusione che di fatto sono maggiormente gettonati e che determinano o possono determinare sia la cultura dominante di riferimento, ma anche i luoghi comuni, e il diffondersi di pregiudizi e stereotipi.
Altri si sono soffermati sulle storie, le filastrocche, le narrazioni che possono essere proposte o messe a punto nei contesti educativi, nella consapevolezza che esse non sono una novità nella storia umana, e nemmeno un’esclusiva di qualcuno, ma che se ben utilizzate possono sicuramente caratterizzarsi come strumenti educativi.

L’intento dell’incontro è sostanzialmente quello di analizzare quanto, e a quale condizioni, i racconti e altre produzioni linguistiche possano aiutare a costruire un processo di sviluppo e a stimolare idee, strategie e visioni alternative, utili a realizzare contesti inclusivi.
In particolare, sarà oggetto di attenzione il processo che si instaura fra narratori e ascoltatori, fra autori e lettori, fra parole, pensieri e sensazioni delle persone coinvolte. Verrà analizzato il percorso che porta i diversi soggetti a intrecciare emozioni e cognizioni e a dare nuovi significati alle esperienze affinché in particolare sia possibile l’assunzione di quei valori e di quel coraggio necessari alla realizzazione di azioni improntate a reciprocità, collaborazione, sensibilità, rispetto dei diritti umani, delle unicità e dei punti di forza delle persone.
In conclusione, pur nella consapevolezza che l’inclusione necessità di molte energie, condivisioni, strategie, attività ulteriori, con la giornata del 1° aprile, si intende fornire degli “strumenti” che a determinate condizioni possano aiutare a generare e a mantenere elevati i livelli di un’inclusione di qualità.

Rimandando i Lettori al programma completo della giornata, segnaliamo solo che dopo l’introduzione ai lavori della citata Laura Nota, di Vincenzo Milanesi, direttore del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Universiutà di Padova, di Andrea Bergamo, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto (Ambito Territoriale di Padova e Rovigo) e di Silvana Bortolami, dirigente dell’Area Disabilità dell’ULSS 16-Padova, interverranno tra gli altri Salvatore Soresi (Università di Padova), Giovanna Esposito (Università Federico II di Napoli), Marina Santi (Università di Padov) e Rinalda Montani (Unicef – Università di Padova). (Marco Milan)

È disponibile (in formato .pdf) il programma completo dell’evento del 1° aprile a Padova, all’interno del quale ci piace segnalare anche la partecipazione di Maria Teresa Mosconi, della quale abbiamo più volte raccontato le iniziative nel nostro giornale. Già insegnante, Mosconi, scrittrice e poetessa, è responsabile del Gruppo d’Arte – Poesia e Prosa “I Mille Volti” – Abili e Disabili di Milano.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ceateneo@unipd.it.

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