Le persone con sindrome di Down e i compiti di un Comune

Cosa pensare di fronte a un Comune che decide di togliere i locali a un’Associazione che da quasi trent’anni investe sull’autonomia delle persone con sindrome di Down e ne supporta le famiglie? Accade a Caserta e la Presidente di quell’Associazione si chiede: «Ma un ente cardine come il Comune non ha, per primo, il dovere e la responsabilità di tutelare le persone con disabilità? E ha il compito di supportare le Associazioni che se ne occupano oppure di ostacolarle?»

Dito puntato verso l'obiettivo della macchina fotograficaLa Sezione di Caserta dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) è nata nell’ormai lontano 1989, grazie a un piccolo gruppo di genitori e in tutti questi anni ha svolto una grande attività di inclusione delle persone con sindrome di Down e di supporto alle loro famiglie.
Inclusione vuol dire rendere queste persone parte di tutti i settori della società, con diritti e doveri: dalla scuola, all’àmbito lavorativo, al tempo libero, fino ad arrivare alla maggiore autonomia possibile per tutti.
Nella nostra Associazione tutti i giorni si svolgono attività rivolte ad ogni fascia di età, a partire dalla prima infanzia, proseguendo con  l’adolescenza, per la quale sono predisposti percorsi di educazione all’autonomia. Infine, giunti all’età adulta, l’autonomia, anche quella abitativa, diventa  davvero una missione possibile!
Come AIPD, investiamo sull’autonomia, consapevoli che questo si traduce in una migliore qualità della vita delle persone con Sindrome di Down  e anche in costi minori per i servizi sociali.

Fino ai giorni scorsi, dunque, pensavamo di essere compresi anche dagli Enti Locali, come il Comune di Caserta, che ventisei anni fa ci concesse, in comodato d’uso gratuito, la nostra sede di Via Ferrarecce, 197, in cui abbiamo tuttora la possibilità di costruire un futuro dignitoso per le persone con sindrome di Down. E invece abbiamo appreso che purtroppo non possiamo più farlo, dato che il Dirigente del Settore Patrimonio ci ha notificato l’ordinanza di liberare i locali dell’Associazione entro il termine di quindici giorni!
Da questo momento, quindi, circa novanta famiglie perderanno ogni tipo di fiducia verso la possibilità di realizzare il futuro dei loro figli con sindrome di Down e tutto questo è conseguenza, seppure indiretta, delle condizioni di dissesto finanziario in cui si trova il Comune di Caserta.

A questo punto, sia in qualità di genitore che di presidente dell’AIPD di Caserta, mi domando: «Ma un ente cardine come il Comune non ha, per primo, il dovere e la responsabilità di tutelare le persone con disabilità? E ha il compito di supportare le Associazioni che se ne occupano oppure di ostacolarle?».

Presidente dell’AIPD di Caserta (Associazione Italiana Persone Down). L’AIPD aderisce alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

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