Sulle malattie croniche c’è… un ritardo cronico!

Tagli ai servizi, la trappola burocratica sempre in agguato e difficoltà nel conciliare le patologie con il lavoro: sono queste le principali criticità emerse dal quattordicesimo Rapporto Nazionale sulle Politiche della Cronicità, presentato da Cittadinanzattiva, con il titolo non certo casuale di “La cronicità e l’arte di arrangiarsi”. «Nei fatti – commentano causticamente da Cittadinanzattiva – sulle cronicità siamo in ritardo cronico!»

Uomo in carrozzina viene spinto in un corridoio d'ospedale«I tagli al Servizio Sanitario Nazionale hanno colpito, e non poco, anche l’assistenza alle persone con patologie croniche e rare, e meno male che la cronicità è la sfida del futuro per la sostenibilità del Servizio stesso! Nei fatti, sulle cronicità siamo in ritardo cronico!».
È questo il caustico commento di Tonino Aceti, responsabile del CnAMC (Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici) di Cittadinanzattiva, dopo la presentazione di La cronicità e l’arte di arrangiarsi, quattordicesimo Rapporto Nazionale sulle Politiche della Cronicità di Cittadinanzattiva, dal quale emergono una serie di gravi problemi, segnalati dalle stesse persone con malattie croniche e rare, e sintetizzabili, in poche parole, come tagli ai servizi, burocrazia straripante e difficoltà sul lavoro.
«Tra tagli ai servizi – sottolineano dunque da Cittadinanzattiva -, eccessiva burocrazia e difficoltà nel conciliare la patologia con il proprio lavoro, la vita dei malati cronici è tutta un’arte di arrangiarsi».

«Stando alle scadenze fissate dal Patto per la Salute 2014-2016* – ricorda Aceti – dal mese di dicembre del 2014 avremmo dovuto avere finalmente un Piano Nazionale delle Cronicità ed entro il mese di ottobre del 2014 l’Intesa sulla Continuità Assistenziale Ospedale-Territorio. E invece ancora nulla di fatto. Sull’ISEE, poi [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.], nonostante le Sentenze di TAR e Consiglio di Stato abbiano dichiarato illegittimo conteggiare le prestazioni assistenziali nel computo dei redditi, ancora manca all’appello l’adeguamento normativo, così come richiesto dalle Sentenze stesse, e anche le modalità di gestione della fase transitoria, mentre per invalidità civile, invalidità e handicap restano ancora troppo violate le normative a tutela del malato».

Altro passaggio critico, l’attesa ormai quindicennale dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), «per adeguarli – spiega Aceti – ai tempi e ai bisogni. Ma anche su questo le scadenze sono state disattese: basti pensare che la Legge di Stabilità per il 2016 ha vincolato 800 milioni di euro per approvare i LEA entro lo scorso mese di febbraio 2016 e tuttavia ad oggi non si sa né quali siano i tempi dell’approvazione, né soprattutto cosa conterranno o non conterranno i nuovi LEA, tanto che nessuna Associazione del nostro Coordinamento nazionale Associazioni Malati Cronici ha potuto leggere una bozza pronta per il passaggio al Ministero dell’Economia. Su tale questione, quindi, chiediamo al Ministero della Salute e alle Regioni l’impegno a un confronto preventivo all’approvazione, per offrire un contributo ed evitare eventuali brutte sorprese». (S.B.)

*Il Patto per la Salute – del quale nel luglio del 2014 è stato definito quello per il 2014-2016 – è un accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitarietà del sistema.

È disponibile il testo integrale del comunicato stampo diffuso da Cittadinanzattiva dopo la presentazione del XIV Rapporto Nazionale sulle Politiche della Cronicità e anche un’ampia sintesi dei principali risultati in esso contenuti. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@cittadinanzattiva.it.

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