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FISH Campania: i perché della nostra protesta

Omino con un megafonoÈ decisamente ampio il ventaglio delle istanze (in calce ne riportiamo l’elenco) che hanno portato la FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta a Napoli, davanti alla sede della Regione, dal Coordinamento tra ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), AIAS (Associazione Italiana Assistenza agli Spastici) e Centri Accrediti, come avevamo ampiamente riferito nei giorni scorsi.
Il tutto, però, può essere sostanzialmente riassunto in due punti fondamentali, vale a dire da una parte la richiesta di «una programmazione dei servizi territoriali riabilitativi e sociosanitari che tenga conto del reale fabbisogno e delle aspettative delle persone con disabilità e dei loro familiari», dall’altra quella di una «progettazione personalizzata che sostenga la vita indipendente e l’empowerment [crescita dell’autoconsapevolezza, N.d.R.] delle persone con disabilità, in un contesto di redistribuzione delle risorse sanitarie e sociali, finalizzata a una piena partecipazione e inclusione», avendo come “stella polare” il diritto alla salute fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. (S.B.)

Le istanze della FISH Campania
«La FISH Campania – si legge nel documento prodotto in occasione della manifestazione di protesta del 18 aprile a Napoli, davanti alla sede della Regione Campania – scende in piazza perché in tutti questi anni le Associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie non sono mai state convocate dalla Regione per quanto riguarda la riabilitazione. Per questo rivendichiamo:
1. Un tavolo sulla riabilitazione permanente di confronto con le Associazioni delle persone con disabilità e le loro famiglie.
2. Una programmazione dei servizi territoriali riabilitativi e sociosanitari che tenga conto del reale fabbisogno e delle aspettative delle persone con disabilità e dei loro familiari.
3. L’appropriatezza delle prestazioni.
4. La sburocratizzazione per l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari.
5. L’abolizione dei tetti di spesa mensili, introdotti dal Decreto Commissariale 8/16, che affrontano un sintomo e non entrano nelle cause del problema, penalizzando coloro che necessitano di interventi riabilitativi.
6. Il controllo sull’efficacia delle prestazioni dei servizi sanitari e sociosanitari erogati dalle strutture riabilitative e del Terzo Settore campano.
7. Una progettazione personalizzata che sostenga la vita indipendente e l’empowerment delle persone con disabilità in un contesto di redistribuzione delle risorse sanitarie e sociali, in direzione di una piena partecipazione ed inclusione.
8. Il rispetto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità che agli articoli 25 e 26 riconosce alle persone con disabilità il diritto di godere del più alto standard conseguibile di salute, senza discriminazioni sulla base della disabilità e di assicurare alle persone con disabilità l’accesso ai servizi sanitari che tengano conto delle specifiche differenze di genere, inclusi i servizi di riabilitazione collegati alla Sanità.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: federhand.fishcampania@gmail.com.