Autismo: mai troppo presto, mai troppo tardi, mai troppo gravi

«Ci rivolgeremo principalmente a insegnanti ed educatori (ma naturalmente anche ai genitori e a tutti gli interessati), per dar loro un messaggio di speranza, che ne mantenga la motivazione e l’entusiasmo, a fronte dell’estrema gravità dei loro educandi»: così dall’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) viene presentato il tradizionale convegno annuale di Bologna, che quest’anno si intitolerà appunto “Autismo ed educazione: mai troppo presto, mai troppo tardi, mai troppo gravi” e che si terrà il 23 aprile

Bimbo con autismo

Un bimbo con autismo

Come è ormai tradizione, anche quest’anno alcuni Club Lions di Bologna, insieme all’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e all’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), hanno organizzato un convegno dedicato all’autismo, in programma per sabato 23 aprile al Teatro Duse di Bologna (Via Cartoleria, 42, ore 9-18), intitolato Autismo ed educazione: mai troppo presto, mai troppo tardi, mai troppo gravi.
Sui contenuti della giornata, che sarà aperta da Liana Baroni, presidente nazionale dell’ANGSA, cediamo la parola a
Daniela Mariani Cerati, medico specialista e responsabile della Segreteria del Comitato Scientifico ANGSA.

«Il titolo scelto per il convegno di quest’anno (Autismo ed educazione: mai troppo presto, mai troppo tardi, mai troppo gravi) non deriva dalla Evidence Based Medicine (“Medicina basata sull’evidenza”), ma da una visione ideale un po’ utopica e dalla necessità di dare un messaggio di speranza a insegnanti ed educatori, che mantenga in loro motivazione ed entusiasmo, a fronte dell’estrema gravità dei loro educandi. In questi casi, infatti, il rischio dell’usura, della demotivazione e dello scoramento è sempre in agguato. Con questa nostra intensa giornata vorremmo dunque contrastare tali rischi e invitare a valorizzare anche le piccole conquiste, piccole agli occhi dei più, ma che possono significare grandi progressi nella qualità di vita degli educandi e delle loro famiglie.
Il convegno è rivolto principalmente agli insegnanti (ma anche a genitori e a tutti i cittadini interessati), e tuttavia abbiamo voluto ugualmente dare spazio anche alla medicina e alla biologia, constatando infatti che gli insegnanti stessi sono molto interessati ai temi dell’eziopatogenesi [analisi del processo di insorgenza di una patologia, N.d.R.] del disturbo. Da un lato si domandano da dove vengano le peculiarità dell’autismo e dall’altro devono scrollarsi di dosso le vecchie teorie sulla cosiddetta “mamma frigorifero”, che purtroppo non fanno parte solo del passato, ma sono ancora presenti, con le conseguenze nefaste che conosciamo.
La genetista Elena Maestrini dovrà sintetizzare in mezz’ora la ricerca sulla genetica dell’autismo che l’ha impegnata negli ultimi trent’anni, passati tra i laboratori di Bologna e Oxford. La neuropsichiatra infantile Antonia Parmeggiani dovrà poi fare il punto della situazione sull’embriogenesi neuronale nella fisiologia e nella patologia.
Dal canto suo, l’altra neuropsichiatra infantile Paola Visconti si rivolgerà alle educatrici di asilo nido, per parlare dei sintomi dei primi anni di vita, in modo che esse sappiano cogliere i primi segnali e trasformare le ore di asilo in utili ore di abilitazione, mentre Rita Di Sarro tratterà il tema della transizione all’età adulta e, trattandosi di una psichiatra con importanti incarichi nel Servizo Sanitario Nazionale, l’auspicio è che il suo non sia solo un discorso teorico, ma la premessa per una nuova era nella gestione delle persone con autismo, che non si arresti incomprensibilmente alla fine dell’età evoltuiva.
E ancora, Graziella Roda, referente per l’Integrazione degli Alunni con Disabilità dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna ed Elena Clò, analista del comportamento, presidente dell’Associazione Pane e Cioccolata e consulente del Comune di Bologna, parleranno di temi specificamente scolastici: come predisporre strumenti elettronici per una costante comunicazione tra tutti gli educatori che ruotano attorno al bambino nell’arco della giornata e dell’anno e come trasformare la presenza di un alunno con autismo in un’opportunità per tutta la classe.
Questa, del resto, non è né provocazione né utopia. Da anni, infatti, Elena Clò è consulente per il Comune di Bologna in tutte le scuole dell’infanzia e in alcune scuole primarie e medie e potrà quindi documentare questa affermazione apparentemente provocatoria con un’abbondanza di filmati girati nelle scuole vere, con allievi veri e non con attori recitanti.
Abbiamo voluto poi dedicare una relazione al tema Autismo e cecità – quella della pedagogista e analista del comportamento Federica Battaglia – in quanto questa doppia disabilità è presente nelle nostre scuole e meno rara di quanto si creda. Essa comparirà anche nella relazione a più voci sul tempo libero, dove in particolare Marialba Corona, presidente dell’ANGSA Bologna, mostrerà dei filmati di bambini e ragazzi in palestra, in piscina e su pareti attrezzate per l’arrampicata sportiva. Qui, una ragazzina con autismo e cecità – accettata per il principio che guida ogni azione dell’ANGSA (“Mai troppo gravi”) – ha letteralmente sorpreso tutti, risultando la migliore sia nell’arrampicata che nel nuoto e nell’atletica!
Due parole infine sulla sede del convegno: ormai da anni i Club Lions offrono la disponibilità del Teatro Duse (capienza 999 spettatori), più che adeguato, dopo che in anni precedenti altre sale, pur capienti, si erano rivelate insufficienti.
Daniela Mariani Cerati».

È disponibile il programma completo del convegno del 23 aprile a Bologna. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: convegni@autismo33.it.

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