Mio piccolo principe, non sarai più solo!

Si chiama così la campagna di solidarietà in corso fino al 12 maggio, promossa dalla Fondazione Renato Piatti di Varese, impegnata concretamente e quotidianamente sul fronte dei disturbi dello spettro autistico. Nello specifico, i fondi raccolti serviranno per sviluppare nuovi servizi per minori, specificamente dedicati all’autismo, affinché sempre più bambini possano accedere a programmi di intervento qualificati

Immagine della campagna "Mio piccolo principe, non sarai più solo!", Fondazione Piatti, Varese, maggio 2016

L’immagine scelta per la campagna di solidarietà promossa in queste settimane dalla Fondazione Piatti

Fino al 12 maggio è possibile sostenere tramite un numero solidale (45506) la campagna denominata Mio piccolo principe, non sarai più solo!, promossa dalla Fondazione Renato Piatti di Varese, nata nel 1999, per volontà di alcuni Soci dell’ANFFAS locale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e alla quale abbiamo recentemente dedicato, nel nostro giornale, un ampio approfondimento, per sottolinearne il quotidiano e concreto impegno. Nello specifico, i fondi raccolti tramite la campagna avviata già da alcuni giorni serviranno per sviluppare nuovi servizi per minori, specificamente dedicati all’autismo, affinché sempre più bambini possano accedere a programmi di intervento qualificati
«Il bambino che guarda il cielo stellato – spiegano dalla Fondazione Piatti, riferendosi all’immagine scelta per illustrare l’iniziativa, che qui a fianco pubblichiamo – è un piccolo con autismo, che proprio come un “piccolo principe” attende un segnale, un evento che possa cambiare il corso della sua vita. A impersonarlo è Paolo, ospite del nostro Centro per l’Autismo di Milano, che ha giocato con noi nell’eseguire le consegne durante le riprese. Per Paolo, come per gran parte dei bambini con autismo, il mondo è strano, difficile da comprendere. E allora lo sguardo rivolto al cielo è una metafora: il nostro Paolo attende un accadimento che possa dare una svolta alla sua esistenza, un gesto che possa aiutarlo a sollevarsi al di sopra delle sue difficoltà. Quel gesto è ciò che nella nostra Fondazione facciamo ogni volta che accogliamo un bimbo in un nostro Centro: ci prendiamo cura di lui e usiamo tutti gli strumenti che conosciamo, per fargli superare le sue fragilità. Ma è anche il gesto di tutti coloro che possono donarci – almeno in parte – le risorse necessarie a mettere in pratica gli interventi più adatti. Così Paolo e molti altri bambini con autismo potranno iniziare a prendere confidenza con il mondo, e il cielo potrà stare a guardare». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@fondazionepiatti.it.

Stampa questo articolo