Chiediamo equità fiscale

«Ribadiamo la disponibilità a collaborare con l’Esecutivo affinché si riconsegni alle famiglie in cui vi siano persone con disabilità – che oggi pagano in termini di penalizzazione fiscale, addirittura più delle altre – la serenità di considerare le indennità come aiuti e non come qualcosa che lo Stato ci dà con una mano e con l’altra ci toglie»: lo si legge in una nota dell’UICI, a margine del dibattito sempre “caldo” sull’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente richiesto per accedere a una serie di prestazioni sociali agevolate

Mano che scrive e calcola. Sotto c'è la scritta: "NUOVO ISEE"«Da sempre, assieme alle altre Associazioni di persone con disabilità operanti sul territorio nazionale, ci facciamo carico delle istanze di chi si vede gravato di ulteriore peso fiscale, nonostante una vita già così difficile per tutta una serie di problemi che di fatto non rendono le condizioni di esistenza alla pari delle famiglie in cui non vive una persona con disabilità. Siamo dunque qui per rimboccarci le maniche e metterci al fianco di chi detta le norme, »Per questo ribadiamo con forza la nostra disponibilità a collaborare con l’Esecutivo, per arrivare in tempi brevissimi al riequilibrio dell’equità fiscale, negata dalle regole del nuovo ISEE».
Lo si legge in una nota dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), diffusa a margine della questione riguardante la rimodulazione dei parametri ISEE (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente richiesto per accedere a una serie di prestazioni sociali agevolate), tornata in queste settimane a farsi pressante, dopo le Sentenze emesse in febbraio dal Consiglio di Stato (n. 838/16, n. 841/16 e n. 842/16), che avevano confermato le tesi espresse in altrettanti precedenti pronunciamenti del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, stabilendo che le provvidenze assistenziali per la disabilità (pensioni, assegni, indennità di accompagnamento ecc.) non dovessero essere conteggiate nell’ISEE (e anche che le franchigie previste per i maggiorenni e per i minorenni dovessero essere uguali), e soprattutto dopo il più recente emendamento presentato dal Governo, per adeguare a quelle stesse Sentenze il Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) 159/13, che aveva riformato la materia dell’ISEE. Un emendamento, lo ricordiamo, che, come abbiamo segnalato anche nel nostro giornale, ha già suscitato forti preoccupazioni, sul piano dell’equità, da parte della FISH (Federazione Italiana per il Suoeramento dell’Handicap) e dell’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale). (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Giorgi (c.giorgi@i-mage.com).

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