La follia sale in cattedra

Si chiama così il progetto promosso dal Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia, che punta a combattere lo stigma legato alla malattia mentale affidando la narrazione della follia a chi la vive in prima persona, ovvero a chi talora può essere il miglior insegnante rispetto alla propria condizione. L’iniziativa verrà presentata il 20 maggio, presso l’Ateneo della città lombarda, aprendo un evento accompagnato anche da alcune interessanti esperienze artistiche

Locandina dell'evento dedicato alla presentazione del progetto dell'Università di Pavia "La follia sale in cattedra"

La locandina dell’evento dedicato alla presentazione del Progetto “La follia sale in cattedra”

Capita spesso di immergersi nella lettura di romanzi polizieschi che hanno degli squilibrati per protagonisti, di assistere a serie televisive in cui la follia la fa da padrona, o di leggere quasi morbosamente gli articoli di cronaca relativi a vicende psichiatriche. Eppure, anche i migliori scrittori, sceneggiatori e giornalisti alimentano un’immagine della follia spesso poco aderente alla realtà. La finzione, consapevolmente o meno, ci difende e ci tiene a distanza dalle persone che soffrono sul piano psicologico: la malattia psichiatrica, infatti, fa paura, perché suona come qualcosa di particolarmente sconosciuto.

Quando un professionista racconta di una malattia mentale dal suo punto di vista, la vede spesso come una “raccolta di disabilità”, di qualcosa che c’è “in meno”, rispetto alla condizione normale. Per sfatare questa situazione, il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia propone il progetto denominato La follia sale in cattedra, nato da un’idea di Pierluigi Politi, ordinario di Psichiatria all’Ateneo pavese, iniziativa tramite la quale si intende affidare la narrazione della follia a chi la vive in prima persona, così da consentire a tutti di capire quanto abbiamo in comune e quanto possiamo condividere. Le persone che soffrono di una malattia mentale, infatti, nascondono spesso capacità insospettate, e possono essere, a volte, i migliori insegnanti rispetto alla loro condizione.
Nello specifico, poi, attraverso una minima donazione di 10 euro, sarà possibile finanziare “seminari di insegnamento” tenuti appunto da persone che hanno attraversato una stagione di malattia mentale e di compromissione della loro salute, guadagnandone consapevolezza ed essendo ora in grado di trasmettere questa esperienza a studenti, professionisti del settore e a chiunque sia interessato.

Il Progetto La follia sale in cattedra verrà presentato venerdì 20 maggio (Aula del ’400 dell’Università di Pavia, ore 17.30), nel corso di un evento che prevede anche alcune diverse esperienze artistiche: dall’esposizione delle tele dell’artista Francesco Maria Bibesco, alle musiche della Big Dive Band, un eterogeneo ensemble musicale, formato da studenti, pazienti e docenti dell’Università di Pavia, diretta da Tito Mangialajo Rantzer, che per l’occasione proporrà un repertorio di brani standard jazz, con musiche di grandi autori che hanno fatto la storia del genere.
Dopo l’aperitivo nella cornice del Cortile delle Magnolie dell’Università, la serata si concluderà con il concerto del cantautore genovese Paolo Gerbella, autore di Io, Dino, album interamente dedicato alla figura del poeta Dino Campana, uno dei più grandi emblemi di “follia geniale” della prima metà del Novecento.

Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento (Unità Pschiatria) dell’Università di Pavia.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: anna.cerniglia@unipv.it.

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