La spesa sociale e le contraddizioni di Bruxelles

«Da un lato – sottolinea Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – la Commissione Europea ci richiede una strategia contro la povertà – cosa molto positiva – dall’altro lato, nella stessa Raccomandazione, ci chiede la razionalizzazione della spesa sociale. È chiaro che ci troviamo davanti a un’evidente contraddizione, visto anche che la spesa sociale italiana è già nettamente inferiore alla media europea»

Particolare di volto di uomo anziano, con espressione pensierosa e mani sulla bocca«Tra le Raccomandazioni Specifiche per Paese emanate dalla Commissione Europea nei giorni scorsi, all’interno del Pacchetto di Primavera 2016 – dichiara in una nota Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – leggiamo per l’Italia anche la richiesta di adozione e implementazione del Piano Nazionale Antipovertà. Se però Bruxelles da un lato ci richiede una strategia contro la povertà – cosa molto positiva – dall’altro lato, nella stessa Raccomandazione, chiede la razionalizzazione della spesa sociale. È chiaro che ci troviamo davanti a un’evidente contraddizione».
«Piuttosto che investire in politiche sociali – sottolinea infatti Barbieri – ci viene chiesto di razionalizzarle, quando la spesa sociale italiana è già nettamente inferiore alla media europea. Parole, dunque (il Piano), contro soldi (la razionalizzazione ). Eppure, senza le adeguate risorse non si possono superare né la povertà, né tantomeno le diseguaglianze, cosicché la coesione sociale del Paese, piuttosto che rinsaldarsi, continua a sgretolarsi, e non mancano comprensibili risvolti anche sul piano della legalità».
«Non è questa – conclude il Portavoce del Forum – l’Europa che vogliamo». (A.M.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa Forum Nazionale del Terzo Settore (Anna Monterubbianesi), stampa@forumterzosettore.it.

Stampa questo articolo