Si lavori per una più razionale modificazione dell’ISEE

Secondo Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), l’approvazione alla Camera di una norma sull’ISEE – l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente richiesto per accedere a una serie di prestazioni sociali agevolate – restituisce «uno strumento ancor meno equo e selettivo, che non riconosce appieno il costo della disabilità e crea ancora forti disparità di trattamento». C’è tuttavia un segnale positivo ed è un Ordine del Giorno da cui partire per una più razionale modificazione di quello strumento

Realizzazione grafica con la scritta "ISEE - Indicatore Situazione Economica Equivalente"«Confermiamo tutte le perplessità già espresse dopo l’approvazione a Palazzo Madama, dato che il testo non ha subito alcuna modifica. Se da un lato, infatti, le nuove norme accolgono le Sentenze del Consiglio di Stato, vietando il computo delle provvidenze assistenziali per la disabilità, dall’altro eliminano le franchigie e la possibilità di detrarre le spese per assistenza effettivamente sostenute dalle famiglie»: così Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commenta l’approvazione in via definitiva, da parte della Camera, della conversione con modificazioni del Decreto Legge 42/16, provvedimento riguardante in generale il funzionamento del sistema scolastico, nel quale però viene confermato l’articolo (2 sexies), che modifica l’impianto dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), introdotto su proposta del Governo e già approvato dal Senato.

Ricordiamo rapidamente il quadro di tale provvedimento, riferendoci segnatamente a quelle Sentenze emesse a fine febbraio dal Consiglio di Stato (n. 838/16, n. 841/16 e n. 842/16), che confermando le tesi espresse in altrettanti precedenti pronunciamenti del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, avevano stabilito che le provvidenze assistenziali per la disabilità (pensioni, assegni, indennità di accompagnamento ecc.) non dovessero essere conteggiate nell’ISEE, ovvero nell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, richiesto per accedere a una serie di prestazioni sociali agevolate. Quelle stesse Sentenze, inoltre, avevano anche sancito che le franchigie previste per i maggiorenni e per i minorenni dovessero essere uguali.
Come avevamo poi riferito all’inizio di maggio, riprendendo una nota della FISH, «le pressioni per una rapida e rigida applicazione delle Sentenze sembrano alla fine avere prevalso: infatti, nella seduta del 3 maggio scorso della Commissione Istruzione del Senato, durante la discussione di un provvedimento su tutt’altri temi, il Governo ha presentato un emendamento che adegua l’ISEE e che se approvato, come imposto dal Consiglio di Stato, escluderà appunto dal computo dell’ISEE tutte le provvidenze assistenziali legate alla disabilità, cancellando però anche tutte le franchigie e la possibilità di detrarre le spese assistenziali o di ricovero in struttura. Al loro posto viene introdotta una maggiorazione della scala di equivalenza pari a 0,50 indipendentemente dalla gravità della disabilità, riportando la situazione al precedente Indicatore del 1998».
Oggi, dunque, con l’approvazione in via definitiva alla Camera delle nuove disposizioni, le franchigie differenziate per gravità di disabilità e la possibilità di detrarre spese assistenziali vengono soppresse e sostituite da una maggiorazione, uguale per tutte le persone con disabilità, delle scale di equivalenza, cioè del divisore che viene usato per il calcolo dell’ISEE.

«Quello che ci restituisce questa norma – dichiara ancora Falabella – è uno strumento ancor meno equo e selettivo e che non riconosce appieno il costo della disabilità. Inoltre è uno strumento che crea ancora forti disparità di trattamento».
C’è per altro anche un segnale parzialmente positivo, derivante dalla contestuale approvazione di un Ordine del Giorno, presentato dalla deputata Margherita Miotto, che impegna il Governo a indicare tempi certi e tempestivi per la revisione del regolamento ISEE, tenendo conto delle spese di assistenza e della presenza di pluriminorazioni, differenziando l’indicatore a seconda della gravità della disabilità e valorizzando in modo più conveniente i patrimoni accantonati per il cosiddetto “Dopo di Noi”.
«Ci auguriamo – auspica il Presidente della FISH – che il Governo rispetti questa indicazione approvata a larga maggioranza dalla Camera. Duole invece che non siano state recepite, da parte governativa, indicazioni a favore dei minori con disabilità, esclusi dalla possibilità di redigere un ISEE ridotto, e di valorizzazione del lavoro dei caregiver familiari».

Proprio sui contenuti di quell’Ordine del Giorno, dunque, la FISH investe nuove aspettative per una più razionale modificazione dell’ISEE ed è proprio su tale processo che la Federazione, come si legge in comunicato della stessa, «lancia la propria disponibilità, ma anche la sua sfida al Governo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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