Siamo minori, ma non cittadini minori!

Un documento in dieci punti, intitolato appunto “Non siamo cittadini minori”, per chiedere finalmente un intervento efficace a favore dei bambini e degli adolescenti con disabilità e delle loro famiglie, un tema finora sin troppo spesso trascurato: è quello presentato dall’Associazione L’abilità di Milano a tutti i Candidati a Sindaco del capoluogo lombardo

Ragazzino con disabilità fa le bolle di saponeÈ certamente degna di nota l’iniziativa promossa dall’Associazione L’abilità di Milano, in vista delle prossime elezioni amministrative, consistente nell’elaborazione di un documento in dieci punti intitolato Non siamo cittadini minori (lo proponiamo integralmente in calce), rivolto ai Candidati a Sindaco del capoluogo lombardo, con quelle che vengono ritenute come le mancanze ancora da colmare per un intervento efficace a favore di bambini e adolescenti con disabilità e delle loro famiglie, un tema che, secondo l’Associazione, è stato finora sin troppo spesso trascurato.
«Nella campagna elettorale e nei programmi dei futuri Sindaci – sottolineano infatti dall’Abilità – scarseggiano gli impegni sui bambini e gli adolescenti con disabilità: vi è qualche accenno a singole questioni, ad esempio i parchi gioco accessibili, ma l’agenda politica di Milano sembra avere ben altri temi in evidenza, anche quando si parla di politiche sociali e di disabilità e soprattutto non vi è alcun riferimento, da parte dei candidati, alla costruzione di un progetto di vita del bambino con disabilità, che comincia fin dai suoi primi mesi di vita e nessun riferimento concreto al sostegno delle famiglie, ai genitori che per occuparsi dei loro figli sono costretti a lasciare il lavoro, a stravolgere la loro vita. Né vi sono riferimenti all’adolescenza, fase critica di passaggio, per la quale mancano servizi e progetti strutturati».

Nata nel 1998 a Milano, per iniziativa di un gruppo di genitori di bambini con disabilità e di operatori, L’abilità – che fa parte di LEDHA Milano, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità la cui Federazione Regionale costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – lavora per definire e gestire servizi innovativi e progetti che abbiano al centro il bambino con disabilità, il suo benessere e la sua famiglia, promuovendo al tempo stesso una nuova cultura della disabilità. Lo fa in particolare collaborando in rete con i servizi sociosanitari, la scuola e le realtà del privato sociale, per operare nelle aree del gioco, dell’educazione, della scuola, della famiglia, dell’accoglienza e della residenzialità. Tra i più significativi progetti, vi è quello denominato In viaggio senza valigie, centrato sul viaggio nelle difficoltà quotidiane dei genitori di persone con disabilità, del quale anche il nostro giornale ha avuto più volte occasione di occuparsi.
«Ogni giorno – dichiara la presidente Laura Borghetto – la nostra Associazione risponde ai bisogni e alle richieste di 150 bambini con disabilità e delle loro famiglie. Da questa quotidiana esperienza, abbiamo stilato un elenco di dieci punti, che presentiamo ai futuri amministratori della città e che costituiscono altrettante emergenze per la città di Milano, perché i bambini con disabilità non siano appunto considerati cittadini “minori”. Fatta salva l’assistenza educativa e i trasporti nella scuola, la spesa sociale dell’Ente Locale sulla disabilità è impegnata per la maggior parte sui servizi per gli adulti, mentre la quota sulla disabilità nell’infanzia e nell’adolescenza è residuale, legata a “progetti a spot”, con molta innovazione che finisce con il morire perché non sostenuta adeguatamente dal sistema. Oggi, dunque, Milano deve riuscire a fare un’agenda di interventi da quando nasce un bambino a quando diventa adolescente. Ci sono carenze croniche da questo punto di vista: mancano spesso un progetto di vita, le informazioni giuste al momento giusto, servizi diurni per gli adolescenti e tutto questo a scapito del diritto al benessere del bambino, con dei risvolti importanti sul nucleo familiare, spesso con l’abbandono del lavoro della madre e l’impoverimento del sistema».

Altro fondamentale elemento evidenziato da Borghetto è la mancanza di dati sulla reale quantità di bambini e adolescenti con disabilità: «Questo è un male nazionale – sottolinea – per cui siamo stati sanzionati anche dal Comitato delle Nazioni Unite che monitora l’implementazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. E non si possono fare interventi e progetti senza conoscere a quante persone rivolgerli e a quali bisogni destinarli».
«Occorre quindi – conclude la Presidente dell’Abilità – una regìa pubblica più lungimirante e coraggiosa sui diritti dei bambini con disabilità, cittadini da oggi, da subito, e più attenzione alle famiglie giovani che si trovano con molte meno garanzie dei loro genitori, anche nel crescere i figli con disabilità, spesso nel precariato e nella disoccupazione. Il nostro auspicio è che tutti i Candidati a Sindaco vogliano prendere coscienza delle tante urgenze su cui Milano può e deve fare meglio». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Anna Tipaldi (annatipaldi@labilita.org).

Associazione L’abilità
Bambini e adolescenti con disabilità. Non siamo cittadini minori
10 emergenze per l’agenda del nuovo Sindaco di Milano”
1.
I PRIMI 1000 giorni: creare punti per orientamento, aiuto, primi interventi per neogenitori dopo lo shock della diagnosi e sostegno anche a casa (home-visiting).
2. Difendere il diritto al GIOCO: creare/sostenere spazi gioco/ludoteche/laboratori per bambini con disabilità per costruire/sviluppare il diritto al gioco nella città.
3. Aumentare le ore di ASSISTENZA DOMICILIARE: aumentare il numero dei bambini e adolescenti che usufruiscono di progetti educativi a domicilio o in piccolo gruppo.
4. Sostenere iniziative di SOLLIEVO nel week end o quando necessario per alleggerire le famiglie nei compiti di cura.
5. Aiutare i bambini con disabilità in situazione di POVERTÀ, implementando interventi di contrasto alla povertà infantile che tengano conto del particolare impatto che la deprivazione ha sulla condizione di disabilità.
6. Creare Centri Diurni per l’ADOLESCENZA.
7. Creare un PUNTO UNICO D’ACCESSO sulla disabilità per informazioni complete e adeguate.
8. Promuovere politiche sociali che favoriscano la CONCILIAZIONE di lavoro e tempi di cura per le madri dei bambini e degli adolescenti con disabilità.
9. Raccogliere DATI sulla fascia 0-18 anni, per avere un quadro dei bambini e adolescenti con disabilità nella città di Milano e programmare gli interventi delle politiche.
10.
Promuovere INNOVAZIONE E SPERIMENTAZIONE sulla progettazione di servizi alla disabilità nell’infanzia e nell’adolescenza (nel prossimo Piano Infanzia Legge 285 e partnership con università, fondazioni, privato sociale).

Stampa questo articolo