Non per “buon cuore”, ma per diritto

«I genitori di alunni con disabilità devono essere rappresentati negli organi collegiali e partecipare attivamente, consapevoli di diritti e normative di riferimento e non ridotti al ruolo di “questuanti” che si appellano al “buon cuore” del dirigente scolastico di turno»: in base a questo fondamentale principio, l’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti ha lanciato per il quinto anno consecutivo la campagna denominata “GLH in tutte le scuole: la disabilità con orgoglio!”, mettendosi anche a disposizione dei genitori, per ogni necessaria indicazione

Alunno con disabilità e professoreAnche quest’anno, per la quinta volta consecutiva, l’ Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti, formata da genitori di persone con disabilità di tutta Italia e delle cui iniziative ci siamo spesso occupati anche nel nostro giornale, ha lanciato la propria campagna denominata GLH in tutte le scuole: la disabilità con orgoglio!, ove segnatamente GLH sta per Gruppo Lavoro Handicap, come da Legge 104/92.
«Ancora nel 2016 – spiega Alessandra Corradi, presidente dell’Associazione – ci sono scuole nelle quali non si applica l’articolo 15 della Legge 104/92, violando, in questo modo, il diritto allo studio e all’istruzione degli alunni con disabilità. Perché questo non accada, si devono riunire tutti gli attori del progetto di vita dell’alunno, progetto che a scuola si chiama PEI (Piano Educativo Individualizzato). La riunione, infatti, grazie al concorso di tutte le figure di riferimento (scolastiche, specialistiche/cliniche e parentali), permette di impostare una didattica su misura e quindi la più efficace possibile, non solo per l’alunno, ma anche per tutto il resto della classe. E tuttavia, nella realtà accade spesso che il PEI venga compilato esclusivamente dall’insegnante di sostegno e poi fatto firmare alla spicciolata da tutti gli altri, genitori compresi. Così l’aspetto burocratico è soddisfatto, a discapito però dei diritti dell’alunno con disabilità in àmbito scolastico, per tacere della serenità psicologica di questi alunni e relative famiglie».

La campagna dei Genitori Tosti, dunque, serve appunto ai genitori per aiutare i propri figli a scuola ad avere il percorso migliore possibile: «Nel caso in cui nella scuola frequentata dal figlio non si tengano i GLH sia a livello individuale che di istituto – ricorda infatti Corradi -, bisogna richiederli ufficialmente, spedendo una lettera e, se il genitore se la sente, anche avanzando la propria candidatura come rappresentante dei genitori con figli con disabilità dell’Istituto. Un aspetto molto importante, infatti, riveste la presenza dei genitori, che devono essere rappresentati negli organi collegiali e partecipare attivamente, consapevoli di diritti e normative di riferimento e non ridotti al ruolo di “questuanti” che si appellano al “buon cuore” del dirigente scolastico di turno».
Da segnalare a questo punto che in una pagina specifica presente nel sito dei Genitori Tosti, oltre a una breve “storia” di tale iniziativa, è disponibile anche un possibile modello di lettera da spedire, per richiedere la convocazione del GLH nei modi previsti dalla Legge 104/92.

«Invitiamo perciò i genitori – conclude Corradi – a partecipare a questa campagna, segnalando appunto le richieste alle rispettive scuole, oltreché chiedendo alla nostra Associazione tutta l’assistenza necessaria. È infatti proprio questo il momento in cui va fatta pervenire la lettera ai dirigenti scolastici che si stanno preparando per il nuovo anno. E al tempo stesso invitiamo anche i docenti di sostegno, gli operatori scolastici e i docenti curricolari a collaborare nel segno dell’inclusione reale dei loro studenti, tutti, nessuno escluso». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: genitoritosti@yahoo.it.

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