Cresce l’accessibilità digitale delle Pubbliche Amministrazioni

Vi è una nuova applicazione prodotta dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che prevede una facilitazione per le quasi 23.000 Pubbliche Amministrazioni, le quali per legge ogni anno – entro fine marzo – devono pubblicare nei propri siti l’elenco degli Obiettivi di Accessibilità da raggiungere entro l’anno corrente. Si tratta esattamente di un’applicazione che predispone un modulo standard di facile compilazione, incentivando gli Enti Pubblici ad ottemperare alle norme in tema di accessibilità e sembra che la cosa stia funzionando

Persona con computer con riga braille e sintesi vocale

Una persona con disabilità visiva davanti a un computer con riga Braille e sintesi vocale

Vi è una nuova applicazione prodotta dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e pubblicata sul proprio sito web, che prevede una facilitazione per le Pubbliche Amministrazioni, le quali per legge ogni anno – entro fine marzo – devono pubblicare nei propri siti l’elenco degli Obiettivi di Accessibilità da raggiungere entro l’anno corrente.
Ricordiamo che le Pubbliche Amministrazioni risultano quasi 23.000 – la cui tipologia più numerosa è costituita da oltre 9.100 Istituti di Istruzione e circa 8.100 Comuni -, identificabili ciascuna dal proprio codice o Indice IPA. L’AgID, dunque, che ha coordinato il sottogruppo di lavoro per l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità*, ha messo a disposizione degli Enti Pubblici un’applicazione che predispone un modulo standard di facile compilazione, incentivandoli ad ottemperare alle norme e sembra che la cosa stia funzionando.

Il primo aspetto positivo per le Pubbliche Amministrazioni e per l’Agenzia è che la web-app consente a quest’ultima di tenere traccia degli adempienti, senza la necessità di verifiche dirette sui loro siti web, altrimenti possibile solo a campione. Essendo poi già predisposti una serie di obiettivi selezionabili, gli Enti trovano utili suggerimenti, eventualmente ampliabili, senza restare nell’indecisione o nel dubbio su quali obiettivi si possano elencare.
Un altro aspetto fondamentale è quello della generazione automatica, da parte della web-app, degli obiettivi in  formato accessibile. Senza questo automatismo, infatti, il file pubblicato sul sito di ciascuna Pubblica Amministrazione potrebbe talvolta avere un formato .pdf-immagine, derivante da una stampa o scannerizzazione e ri-pubblicazione, con l’inevitabile segnalazione di inaccessibilità: un grave problema, questo, evidenziato e ora risolto, in uno studio pilota effettuato lo scorso anno dal citato sottogruppo di lavoro dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.
La nuova applicazione, infine, predispone l’acquisizione agevolata degli Obiettivi di Accessibilità e a fine procedura il modulo già nel formato corretto con cui l’Ente dovrà pubblicarlo sul proprio sito web istituzionale attraverso un link.

Vediamo quindi l’andamento dell’utilizzo dell’applicazione nei primi trenta giorni lavorativi, a partire dal 23 marzo 2016:
° 3.000 Enti (circa il 13% delle Pubbliche Amministrazioni italiane) hanno pubblicato gli Obiettivi di Accessibilità. Tra questi 3.000 Enti, quelli maggiormente attivi nella pubblicazione tramite la web-app sono stati gli Istituti di Istruzione (circa il 40%, pari al 22% del totale nazionale) e i Comuni (il 35%, pari al 10% del totale nazionale).
° Oltre la metà degli Obiettivi pubblicati ha riguardato il miglioramento del sito web istituzionale (57%); a seguire l’organizzazione del lavoro, la formazione, le postazioni di lavoro, la creazione di siti web tematici, le intranet.
° In particolare gli interventi specifici di questi Obiettivi riguardano la conformità ai requisiti di accessibilità dell’Allegato A del Decreto Ministeriale dell’8 luglio 2005, la nomina del responsabile di accessibilità, il miglioramento di moduli e formulari, l’accessibilità dei documenti in formato .pdf, l’iter di pubblicazione dei documenti, la revisione dei contenuti, l’Allegato B al citato Decreto Ministeriale, l’acquisto di hardware e software per dipendenti con disabilità, le linee guida di design per la Pubblica Amministrazione, la creazione di gruppi di lavoro per l’accessibilità e i piani di telelavoro.

Per quanto poi riguarda il livello regionale, qui si riscontra una diversa propensione degli Enti Pubblici nella definizione degli Obiettivi di Accessibilità; si è verificato infatti che essa è maggiore nel Mezzogiorno e nel Centro Italia. Nel dettaglio, il Nord presenta un valore medio del 5-6%, il Centro un valore medio del 14% e il Mezzogiorno del 14-15%, con i valori più alti, sia a livello regionale che nazionale, in Puglia, Basilicata e Sardegna.

Sembra quindi, per concludere, che l’utilizzo della nuova applicazione abbia completamente sostituito la precedente metodologia non automatica, segno, questo, che le Pubbliche Amministrazioni “virtuose” seguono sul sito web dell’AgID le innovazioni a disposizione. E la procedura per coloro che intendano in questi mesi pubblicare gli Obiettivi Annuali di Accessibilità è ancora attiva…

*L’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità è l’organismo previsto dalla Legge 18/09 di ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, della quale tutela, monitora e promuove i princìpi.

Componente del Consiglio Direttivo dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le Problematiche ICT (Information and Communication Technology) per la stessa ADV e per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), presso i tavoli del Consiglio Nazionale Utenti, AgCom, Sede Permanente del Segretariato Sociale RAI e Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI. Membro del sottogruppo di lavoro dell’AgID dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.

Stampa questo articolo