Che fine ha fatto quella Carta?

Si tratta di quella “Carta dei Diritti delle Persone Diversamente Abili”, sottoscritta nel 2013 dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, con la quale si volevano adeguare agli standard nazionali l’efficienza e la civiltà della Sanità locale, nei confronti delle persone con diverse disabilità. «Oggi – denunciano però dall’ANFFAS di Modica, che aveva contribuito essa stessa a fare approvare il documento – quella Carta sembra essere letteralmente “sparita”»

Persona in carrozzina in ospedale, parla con un'infermieraCome riferisce l’ANFFAS di Modica (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), sono passati ormai tre anni – era infatti il mese di luglio del 2013 – quando Angelo Aliquò, allora commissario straordinario dell’ASP 7 di Ragusa (Azienda Sanitaria Provinciale), sottoscrisse la “Carta dei Diritti delle Persone Diversamente Abili”.
«Pur non ritenendo appropriata la dicitura adottata – scrivono in una nota dall’Associazione siciliana – in quanto dopo la Convenzione ONU una forma come “persone con disabilità” sarebbe stata meno stridente, si trattò di un documento della cui approvazione rivendicammo come ANFFAS parte del merito e che in Sicilia poteva sembrare impensabile, anche se, di fatto, si limitava semplicemente ad adeguare l’efficienza e la civiltà della nostra Sanità agli standard nazionali: corsia preferenziale e brevi attese per chi mal sopporta le lunghe file in luoghi affollati (si pensi alle persone con disturbi dello spettro autistico), percorsi in Braille e chiamata vocale per chi ha una disabilità sensoriale, consenso informato e vicariato del tutore per chi presenta compromissioni nella comunicazione, accesso alle informazioni sul proprio stato di salute con l’ausilio di immagini o della lingua dei segni, oltre a vari accorgimenti tesi ad “umanizzare” il percorso sanitario».

«Si sa però – viene sottolineato dall’ANFFAS modicana – che gli anni passano, le dirigenze si succedono, e anche i progetti più meritevoli, trasmessi di mano in mano, finiscono per essere relegati nel cassetto di qualche scrivania. Questa, purtroppo, sembra essere stata anche la sorte della nostra Carta dei Diritti, che però chiediamo venga “riesumata” dal dimenticatoio, per dare ad essa quel prosieguo e quell’attuazione che giustamente merita o che, quanto meno, venga spiegato alle persone con disabilità e alle loro famiglie perché un documento, pur approvato ufficialmente, sia semplicemente “sparito”».
«Del resto – conclude la nota, citando testualmente la Carta – “è il livello di inclusione sociale delle persone con disabilità che misura il grado di efficienza dei servizi sanitari e sociali” e se è così, l’efficienza dei nostri servizi necessita certamente di essere migliorata e quella Carta dei Diritti potrebbe rappresentare un valido percorso in questa direzione». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@anffasmodica.it.

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