Il paese inclinato

Splendida e decisamente “inclinata” in ogni sua parte, Brusson, la rinomata località turistica della Valle d’Aosta raccontata da Giorgio Genta, ha anche nei suoi pressi un vero e proprio “gioiello”, un percorso “carrozzinabile” e ben fatto, che permette tra l’altro di raggiungere un pontile con pareti laterali trasparenti, per non impedire la visuale a chi è seduto. «In cambio poi della sfortuna che perseguita da sempre le “famiglie con disabilità” – scrive Genta – il Padreterno ci ha mandato una settimana di tempo veramente bello!»

Valle d'Aosta, percorso attrezzato "Antey-Saint-André"

Un tratto del percorso attrezzato “Antey-Saint-André”, definito “Carrozzinabile” da Giorgio Genta

Quando qualcosa è inclinato, tende a trasformare l’essere “in pendenza” in una sorgente di moto. Ma verso cosa? Verso l’abisso se si tratta del Paese, verso il fondovalle se si tratta invece di Silvia seduta sulla sua carrozzina da carico (Silvia + aspiratore + bombolino di O2 + zainetto tattico da rianimazione debitamente griffato) [Silvia è la figlia con gravissima disabilità di Giorgio Genta, N.d.R.].
Il paese, quello con la “p” minuscola, nel nostro caso è Brusson, rinomata località turistica invernale ed estiva della Valle d’Aosta, caratteristica località con meravigliosi panorami, boschi verdissimi, rocce maestose con qualche spruzzo di neve e laghetti vari.

È proprio presso uno di questi laghetti che scopriamo un vero “gioiello”, ovvero il percorso attrezzato Antey-Saint-André, pista “carrozzinabile” veramente ben fatta, che permette di raggiungere un pontile con pareti laterali trasparenti, per non impedire la visuale a chi è in carrozzina.
Per contro, siamo costretti a servirci dell’auto per quasi tutti gli spostamenti, essendo Brusson un paese veramente inclinato, ove tutto è d’antan (“d’epoca”) e foyer (“casa”, “focoloare”) e quasi tutto è in vendita. Come del resto nel Paese, politici compresi.

Residenza Foyer d'Antan di Brusson in Valle d'Aosta

La residenza Foyer d’Antan di Brusson (Aosta)

Soggiorniamo del resto proprio in un appartamento del Foyer d’Antan, con servizi adeguati a persone con disabilità motoria (immenso bagno ben attrezzato), giardino riservato, due televisori (= Europei di Calcio) e montagne altissime tutt’attorno.
Il caseificio locale produce una fontina da favola e tome assai gustose. Merita una visita e anche qualche  acquisto.
In cambio poi della sfortuna che perseguita da sempre le “famiglie con disabilità”, il Padreterno ci manda una settimana di tempo veramente bello, cosicché riusciamo ad abbronzarci e persino ad ustionarci un po’.
Dimenticavo: il provider dell’ossigenoterapia, informato per tempo del soggiorno tramite numero verde, ci fa gentilmente trovare due bomboloni di O2 indispensabili alla nostra tranquillità e alla sopravvivenza di Silvia, per gli effetti dell’altitudine (1.350  metri) sul suo respiro sempre precario.
Mentre scrivo, ahimè, la vacanza è finita e siamo tornati a casa.

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