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L’autismo e la “nostra Santiago”

ANGSA la Spezia, Cammino di Santiago di Compostela, settembre 2015

Uno dei giovani con autismo dell’ANGSA della Spezia in cammino verso Santiago di Compostela nel settembre dlelo scorso anno (foto di ANGSA la Spezia)

Ci sono cose che in determinate situazioni contano più di ogni altra: la costanza, l’intraprendenza, la continuità, la voglia di partire, di ricominciare, di rimettersi in gioco, di non arrendersi mai… di continuare il cammino verso il Domani, verso un futuro che ci attende con grande speranza.
L’autismo dalla Spezia verso nuove terre, nuove scoperte, nuove verità [Alberto Brunetti, che scrive, è il Presidente dell’ANGSA della Spezia, l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, N.d.R.]. L’autismo e due fondamentali appuntamenti: settembre 2015 [mese del primo viaggio dell’ANGSA della Spezia verso Santiago di Compostela, N.d.R.] e luglio 2016, verso un identica meta, Santiago di Compostela*; stesso traguardo, ma un nuovo Cammino, un nuovo confronto, una nuova avventura, una nuova sfida.
Già, nuovo, perché tutto ciò che dell’autismo è già noto vogliamo venga lasciato alle spalle, per focalizzare la nostra attenzione e i nostri sforzi verso un futuro che, anche se al momento risulta incerto, possa rivelarsi ricco di prospettive, di nuove (appunto) scoperte, strategie, realizzazioni.
Diverso sarà il percorso, diverso il paesaggio, diverse le tappe e i sentieri, diverse le persone che incontreremo, diversi i partecipanti, ma siamo certi che, rispetto allo scorso anno, le emozioni, gli obiettivi, gli intenti e le speranze rimarranno tali.

Lo scorso anno e questo, uniti da un’unica destinazione, Santiago, l’intraprendenza, la libertà, l’autismo e le sue differenti visioni. E anche gli anni a venire saranno caratterizzati dal conseguimento di un unico obiettivo: ritrovare la “nostra Santiago”, in modo che possa fornire le maggiori risposte a tutte le nostre domande, alla rinascita e al bene dei nostri figli, ma soprattutto possa contribuire alla dimostrazione che l’autismo non è una barriera, ma solo un ostacolo da superare.
Lo scorso anno abbiamo dimostrato che anche l’autismo può avere voce e visibilità, anche solo mostrandosi ai pellegrini lungo il difficile percorso. E questa voce e visibilità sono arrivate ai tanti che abbiamo avuto modo di incontrare durante il Cammino. A tanti, infatti, la nostra impresa è giunta come una marcia per la consapevolezza, per sancire i “nostri” diritti di cittadini del mondo, per dimostrare le nostre capacità di stare e vivere con gli altri.
Per tutti vedere l’autismo alle prese con le difficoltà più disparate, che ogni giorno si presentano lungo il cammino, ha costituito il “regalo” del loro Cammino. Lo scorgere di come queste difficoltà potessero essere agevolmente superate è stata la sorpresa più grande, l’autismo e le persone autistiche li hanno sorpresi ancora una volta in modo positivo!

Il 14 luglio, dunque, partiremo alla volta di Porto, per percorrere i quasi 270 chilometri del Cammino Portoghese verso Santiago. Siamo entusiasti di questo nuovo viaggio che dimostrerà ancora una volta come i nostri ragazzi possano fare molto, come anche loro abbiano sete di conoscere, imparare, crescere.
Giunti poi a Santiago, proseguiremo verso Finisterre… la “fine della Terra”, una volta considerata così, per noi in verità una prosecuzione verso il futuro ignoto, ma conosciuto.
Come una sorpresa, Finisterre non esaurirà la nostra marcia, come marinai attenti e pazienti, solcheremo virtualmente quel mare e sapremo navigare oltre le tempeste, oltre le paure e, scrutando al di là di quelle acque profonde e oscure, troveremo altre rive, altre sponde, altri porti nei quali attraccare e trovare pace e serenità, non tanto per noi genitori abituati a combattere e ad essere forti, sempre, ma per i nostri figli così delicati, così fragili.

Dieci tappe per giungere a Santiago, più le tre da percorrere per arrivare a Finisterre, tappe più o meno impegnative, che ci terranno lontani dalle nostre abitudini per circa quindici giorni. Come lo scorso anno, siamo certi che non mancheranno le difficoltà, ma di gran lunga maggiori saranno i benefìci che trarremo da questa avventura.
Forti dell’esperienza passata, che ha forgiato e scolpito dentro di noi per sempre le emozioni che le grandi scoperte e le piacevoli sorprese possono offrire, affronteremo il Cammino con un rinnovato entusiasmo, pronti a cogliere tutto ciò che è bene per noi e soprattutto per i nostri figli.
Quindi, con fervente passione e fede sincera ci troviamo tutti pronti e decisi: che un altro Cammino abbia inizio! Il 14 luglio è vicino e senza scomodare un altro 14 luglio, quello del 1789, vi è una cosa che accomuna queste due date: rivoluzionare il modo di pensare e la cultura obsoleta che ostacola il progresso e ogni forma di libertà che appartiene ad ogni essere umano.

*Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini intraprendono fin dal Medioevo, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al Santuario della città iberica presso cui ci sarebbe la tomba dell’apostolo Giacomo il Maggiore. Le strade francesi e spagnole che compongono l’itinerario sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. In alcuni precedenti testi (“Noi, ‘Pellegrini dell’Autismo”, “L’autismo verso Santiago” e “La nuova Santiago che ci attende”), abbiamo già ampiamente descritto la genesi, l’avvio e lo svolgimento del primo viaggio promosso nel 2015 dall’ANGSA della Spezia.

Presidente dell’ANGSA la Spezia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) e della Fondazione Il Domani dell’Autismo.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: autismoversosantiago@gmail.com, info@angsalaspezia.it.