Un “Occhiolino” rivolto ai bimbi, per avvicinarli alla disabilità

Si chiama infatti proprio «Occhiolino» il nuovo giornalino di CBM Italia – componente nazionale della grande organizzazione non governativa impegnata nella cura e prevenzione della cecità e della disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo – rivolto ai bambini, per raccontar loro il mondo della disabilità con il giusto linguaggio e anche per spiegare in modo semplice l’importanza della vista e le condizioni di vita delle persone cieche nei Paesi del Sud del mondo, attraverso storie, giochi, fumetti e curiosità

Copertina del primo numero di «Occhiolino»

La copertina del primo numero di «Occhiolino»

È un “Occhiolino” rivolto ai bimbi, per raccontar loro il mondo della disabilità con il giusto linguaggio e anche per spiegare in modo semplice l’importanza della vista e le condizioni di vita delle persone cieche nei Paesi del Sud del mondo, attraverso storie, giochi, fumetti e curiosità.
Si chiama infatti proprio «Occhiolino», il nuovo giornalino di CBM Italia, componente nazionale della grande organizzazione non governativa impegnata nella cura e prevenzione della cecità e della disabilità evitabile, nei Paesi del Sud del mondo.

«Occhiolino» – il cui primo numero viene distribuito gratuitamente da CBM Italia – è certamente una novità nel panorama della comunicazione e dell’informazione delle organizzazioni non governative italiane, nato dal desiderio di coinvolgere e sensibilizzare i bambini sui valori universali della solidarietà, dell’inclusione e dell’apertura verso gli altri, ma anche, come detto, di far conoscere il mondo della disabilità.
A prendere per mano i bimbi è Cibì, piccolo rinoceronte volontario sul campo che, attraverso i suoi viaggi nel Sud del mondo, fa conoscere il lavoro e i progetti di CBM per le persone a rischio di disabilità. Eccolo allora accompagnare in ospedale un bambino cieco dell’Uganda, che tornerà a vedere grazie a un’operazione di cataratta; portare con la sua jeep medicine e kit di aiuto durante il terremoto in Nepal, fornire occhiali da vista e carrozzine nei villaggi più poveri del Sudamerica.

Nello specifico, il primo numero è interamente dedicato all’Uganda, bellissimo Paese africano dei Grandi Laghi, dove cecità e disabilità sono molto diffuse, anche tra i bambini. Cosa significa per un bambino povero avere la cataratta? Si può curare? I bambini con disabilità alle gambe possono giocare e fare sport? Sono queste solo alcune delle domande a cui si può rispondere in modo semplice ed educativo, senza spaventare, ma incuriosendo i bambini.
E vi sono anche alcuni “ospiti speciali”, come l’amica di CBM e conduttrice televisiva italo-svedese Filippa Lagerbäck e il noto scultore cieco bolognese Felice Tagliaferri, già attivo in India e Bangladesh a fianco di CBM Italia, come abbiamo raccontato a suo tempo.
Lagerbäck porta la sua testimonianza sulla guarigione di Jessy, un bimbo ugandese con la cataratta di 7 anni che oggi va a scuola, mentre Tagliaferri  svela come abbia saputo trasformare la sua disabilità in una straordinaria opportunità. Storie che parlano di disabilità ai bambini, da diverse prospettive, sempre con un linguaggio semplice e adatto a loro.

«Con linguaggio e immagini appropriate – sottolinea Massimo Maggio, direttore di CBM Italia – proviamo a prendere per mano i più piccoli in un percorso di crescita lungo il sentiero dei nostri valori, quali l’inclusione e la solidarietà. Perché i bambini di oggi saranno gli adulti di domani e noi abbiamo il dovere e la responsabilità di accompagnarli, meglio se con la freschezza e lo stupore che loro stessi ci insegnano». (P.D.L. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Comunicazione e Ufficio Stampa CBM Italia (Paola De Luca), paola.deluca@cbmitalia.org.

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