Strutture (e autisti) a misura di non vedenti

È stata un’iniziativa decisamente utile, quella che ha portato l’Associazione Blindsight Project a incontrare il Presidente di Dolomitibus, società di trasporto pubblico locale del Bellunese, per evidenziare alcune criticità mai risolte, riguardanti le persone non vedenti, e che potrebbero prossimamente trovare delle soluzioni. Un’iniziativa all’insegna del dialogo, da proporre senz’altro anche in altre città del nostro Paese

Vetture di Dolomitibus

Vetture di Dolomitibus, la società di trasporto pubblico locale del Bellunese

«Si è trattato di un incontro complessivamente positivo, che avrà sicuramente un seguito e che potrebbe portare a buoni riusltati»: così Simona Zanella dell’Associazione Blindsight Project, all’interno della quale è responsabile della Campagna sui Cani Guida, commenta l’incontro dei giorni scorsi con Giuseppe Pat, presidente di Dolomitibus, società di trasporto pubblico locale del Bellunese, cui hanno partecipato anche Fernando Giacomin, socio di Blindsight Project e Massimo Vettoretti, persona non vedente ed esperto di problematiche legate ai diritti delle persone con disabilità visiva.

A chiedere il confronto era stata la stessa Zanella, che intendeva in tal modo riportare l’attenzione sul nodo finora mai risolto del piazzale delle corriere, antistante la stazione dei treni di Belluno, vera “via crucis” per chi, non vedente, è costretto ad attraversarlo da solo. «Non ci sono punti di riferimento – ricorda infatti Zanella -, ci vorrebbero marciapiedi, banchine e un percorso tattilo-plantare, come sottolineiamo da anni ed è così anche a Feltre».
Di un nuovo piazzale delle corriere, dunque, si è parlato innanzitutto con il Presidente di Dolomitibus, e a quanto pare, potrebbero esserci prossimamente buone notizie, dal momento che la società parteciperà insieme al Comune al Bando Nazionale per la rigenerazione delle periferie, con un progetto tramite il quale si vuole rifare totalmente il piazzale, rendendolo appunto a misura di persone non vedenti.

Ma anche altri sono stati i temi affrontati, come quello della formazione per il personale dei mezzi. «Gli autisti – dichiara infatti la rappresentante di Blindsight Project – sono molto gentili, ma spesso non sanno bene come fornirci informazioni per aiutarci, cosicché si crea una sorta di imbarazzo. Basterebbero invece poche e mirate indicazioni, per riuscire a comunicare meglio da entrambe le parti».
E da ultima, ma non certo ultima, l’inaccessibilità per i non vedenti del sito internet di Dolomitibus, che dopo anni di richieste cadute nel vuoto, sembra possa essere entro breve ristrutturato e reso leggibile anche tramite le sintesi vocali dei computer e dei dispositivi mobili.

Un’iniziativa, dunque, decisamente utile, quella promossa da Blindsight Project, all’insegna di un dialogo da proporre senz’altro anche in tante altre città del nostro Paese. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@blindsight.eu (Massimiliano Bellini).

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