E qualche volta nemmeno all’estero…

Qualche settimana fa, infatti, alcuni turisti italiani con disabilità hanno dovuto rinunciare ad ammirare i tanti capolavori del celebre Rijksmuseum di Amsterdam, ricevendo all’ingresso spiegazioni che lasciano quanto meno perplessi. Curioso paradosso, il tutto accade in un Paese come l’Olanda, che proprio nel mese di luglio scorso ha ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

Agosto 2016: turisti italiani con disabilità al Rijksmuseum di Amsterdam (foto di Emanuele Piunti)

Alcuni tra i turisti italiani con disabilità che non hanno potuto visitare il Rijksmuseum di Amsterdam, fotografati di fronte alla struttura della capitale olandese (foto di Emanuele Piunti)

Ci si lamenta del nostro Paese, e spesso a ragione, ma a quanto pare, non sempre, all’estero, le cose funzionano meglio. Il 6 agosto scorso, infatti, un gruppo di turisti italiani – diciotto persone, tre delle quali su sedia manuale con ausilio di locomozione elettrico removibile, una su una sedia a motore elettrico, due su uno scooter elettrico e una su sedia a rotelle a spinta manuale – si è recato a visitare il Rijkmuseum ad Amsterdam ed Emanuele Piunti, team leader del gruppo in viaggio con l’Agenzia Movimondo, racconta: «Appena dopo l’entrata, una guardia di sicurezza ci ha fermato e ci ha detto che le sedia a spinta elettrica e gli scooter non erano ammessi nel museo».
Dopo un po’ di discussione, dunque, il responsabile ha lasciato passare la persona sulla sedia a motore elettrico e quella a spinta manuale. Le altre persone con disabilità avrebbero dovuto trasferirsi su una sedia manuale messa a disposizione dal museo o rimuovere l’ausilio di locomozione elettrico. «Abbiamo accettato, speranzosi di poter continuare la visita – prosegue Piunti – ma la condizione era che tutti i dispositivi, carrozzine e ausili, per un valore di circa 20.000 euro, avrebbero dovuto essere lasciati all’esterno del museo sulla strada pubblica senza alcuna sorveglianza».
A quel punto, per quanto Amsterdam possa essere sicura, nessuno avrebbe lasciato la propria sedia a rotelle in strada, con il rischio che qualcuno passasse e se la portasse via. L’accesa discussione si è conclusa quindi con la rinuncia del gruppo ad entrare e con Piunti che ha scattato alcune fotografie. «Una guardia – ricorda però – mi ha avvicinato e mi ha intimato di cancellare quelle foto. Ho risposto che dovevano chiamare la polizia se volevano che le cancellassi». E una di esse è quella qui a fianco pubblicata.
Una volta contattato, il prestigioso museo olandese ci ha risposto che effettivamente gli scooter e gli apparati elettrici non sono ammessi all’interno della struttura per questioni di sicurezza e che sul resto avrebbero controllato. Restiamo in attesa di una risposta.

Testo già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Sette disabili restano fuori dal Rijksmuseum di Amsterdam”). Viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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