Il vero modo di fare sport senza barriere

«Questi atleti rappresentano il vero modo di fare sport senza barriere»: a parlare così delle “stelle” paralimpiche dell’atletica leggera sudafricana, impegnate tra pochi giorni a Rio de Janeiro, è Enzo Cainero, “padre” del Progetto “SportLand”, iniziativa promossa da alcuni anni in Friuli Venezia Giulia, che coinvolge ben diciassette Comuni, con l’obiettivo di rilanciare il proprio territorio attraverso lo sport e l’ambiente. Ed è in tale àmbito che i giovani sudafricani – olimpici e paralimpici – sono venuti ad allenarsi a Gemona del Friuli e dintorni

Progetto "SportLand", Gemona, 2016, atleti sudafricani con Laura Sandruvi

La nostra Laura Sandruvi insieme agli atleti sudafricani giunti a Gemona del Friuli nell’àmbito del Progetto “SportLand”

In una bella giornata di sole, nel cuore del Friuli, a Gemona, “Città dello sport e del benstare”, ove si vive quest’anno il quarantennale dal devastante terremoto del 1976, abbiamo partecipato nel luglio scorso alla conferenza stampa organizzata dall’Amministrazione Comunale, per la presentazione di un gruppo di sportivi sudafricani dell’atletica leggera, olimpici e paralimpici, ospiti della cittadina grazie all’accordo di scambio tra il Comune stesso e il Comitato Olimpico Sudafricano, che ha permesso a questi giovani di allenarsi presso le strutture delle località che hanno aderito a SportLand.
Quest’ultimo è un progetto, sposato da ben diciassette Comuni, che intende rilanciare il proprio territorio attraverso lo sport e l’ambiente, una formula vincente e innovativa di integrazione e condivisione tra i Comuni per la promozione del turismo sportivo.
Se dunque la grande Rio de Janeiro è stata pronta ad accogliere sportivi da tutto il mondo – e lo farà ancora nei prossimi giorni con le Paralimpiadi, che prenderanno il via il 7 settembre – questo piccolo “fazzoletto di terra friulana” intraprende da anni un’innovativa opportunità di fare sport, con ampie proposte in grado di soddisfare tutte le esigenze in un paesaggio naturalistico di grande bellezza.

Enzo Cainero, manager sportivo “padre” di Sportland, ha presentato con grande soddisfazione la forte squadra, composta, come detto, dagli atleti “normodotati” – tra i quali Wayde van Niekerk, già campione del mondo dei 400 metri piani, distanza sulla quale ha trionfato anche alle recenti Olimpiadi, con lo straordinario primato mondiale di 43”18 – e il gruppo dei  paralimpici (se ne legga anche nel box in calce), quest’anno davvero numeroso, tra i quali Ilse Hayes, medaglia d’oro sia a Pechino 2008 che a Londra 2012 nel salto in lungo (a Londra anche nei 100 metri), oltreché campionessa mondiale nel 2015 nei 100 e 200 metri, considerata tra i cento atleti con disabilità sudafricani più influenti (all’età di 7 anni ad Ilse è stata diagnosticata la sindrome di Stargardt, condizione che colpisce duramente la capacità visiva).
Come si sia evoluto in questi ultimi anni il mondo sportivo rispetto alla disabilità, andando oltre le barriere e i pregiudizi e ottenendo una visibilità sempre maggiore, ce l’ha confermato la stessa Ilse. «Rispetto a quando ho vinto il mio primo oro a Pechino – ci ha detto infatti – il mondo è cambiato, soprattutto perché adesso le Federazioni investono di più per le gare paralimpiche, permettendoci di partecipare a competizioni internazionali e sponsorizzando gli atleti, che possono così allenarsi con obiettivi ben precisi, guardando al loro futuro sportivo con più determinazione e grinta. Prima tutto questo non accadeva, ora il percorso di integrazione e sviluppo è bene avviato e permette di dare la giusta visibilità al mondo delle Paralimpiadi e a noi atleti».

Un giusto risalto, quindi, grazie anche a questa sorta di “simbiosi” tra atleti “normodotati” e con disabilità, che porta a un valore aggiunto per la squadra sudafricana. «Ed è una presenza – ha sottolineato Cainero – più che meritata. Infatti, abbiamo voluto fortemente la squadra paralimpica, convinti che possa rappresentare il vero modo di fare sport senza barriere».
«Oggi – ha aggiunto – con la nostra “sfida” di SportLand pensiamo in grande. Siamo partiti “in sordina” otto anni fa, ma grazie alle Associazioni, ai Comuni, agli sponsor e ai volontari abbiamo raggiunto importanti risultati e oggi più che mai guardiamo avanti con sempre nuove prospettive di crescita e di unione».
Che dire, forza ragazzi, portate in Brasile questi messaggi, per continuare ad essere vincitori nella vita e nello sport!

Questi gli atleti paralimpici giunti in Friuli Venezia Giulia e tutti protagonisti di grandi risultati nei Campionati Mondiali e in altre manifestazioni, come i Giochi del Commonwealth. Qui ne indichiamo tra parentesi – oltre alla classificazione di disabilità – le prestazioni a livello paralimpico:
° Ilse Hayes (T/F13 – a Pechino 2008 medaglia d’oro nel salto in lungo e medaglia d’argento nei 100 metri; a Londra 2012 medaglia d’oro nel salto in lungo e medaglia d’argento nei 100 metri)
° Arnu Fourie (T44 – a Londra 2012 medaglia d’oro nella staffetta 4×100, medaglia di bronzo nei 100 metri)
° Anrune Liebenberg (T47 – a Londra 2012 medaglia d’argento nei 400 metri, medaglia di bronzo nei 200 metri)
° Charl Du Toit (T37 – non ha ottenuto medaglie alle Paralimpiadi; è stato medaglia d’argento nei 400 metri ai Campionati Mondiali del 2015)
° Dyan Buis (T38 – a Londra 2012 medaglia d’argento nei 100 e nei 200 metri)
° Fanie van der Merwe (T37 – a Pechino 2008 medaglia d’oro nei 100 e nei 200 metri; a Londra 2012 medaglia d’oro nei 100 metri)

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