La Convenzione non è uno “slogan”, ma un impegno costante

«Siamo talvolta chiamati a ricordare alle Amministrazioni presenti, come monito anche per quelle future, che l’avere approvato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità non dev’essere solo motivo di pregio, uno slogan da rispolverare nel momento del bisogno, ma costituisce un impegno e un “onere” costanti»: lo scrivono dall’ANFFAS di Modica (Ragusa), in una sorta di “promemoria” rivolto ai rappresentanti istituzionali e politici del proprio territorio, per ricordare loro gli impegni assunti e le promesse disattese in àmbito di politiche sulla disabilità

Realizzazione grafica con un simbolo di disabilità e la scritta "Diritti dei disabili Diritti di civiltà"«La ratifica da parte dell’Italia della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità [tramite la Legge 18/09, N.d.R.] ha segnato un punto di svolta per il welfare del nostro Paese: essa, infatti, identifica la persona con disabilità come soggetto attivo della comunità di appartenenza, titolare di diritti e di doveri e capace di dare un consenso libero e informato (purché messo nelle condizioni di farlo), non più soggetto passivo di un assistenzialismo calato dall’alto»: inizia così una nota prodotta dall’ANFFAS di Modica (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), in provincia di Ragusa, sorta di “promemoria” diretto ai rappresentanti istituzionali e politici del proprio territorio, per ricordare loro gli impegni assunti e le promesse disattese.

«La nostra Associazione – prosegue la nota – ha promosso, con successo, l’approvazione della Convenzione nei Comuni del Distretto Socio-Sanitario 45 [che ha per capofila la stessa Modica, N.d.R.], sperando che essa diventasse un effettivo strumento di inclusione per le persone con disabilità e che rappresentasse, anche per le Amministrazioni Locali, il punto d’arrivo a cui tendere nella definizione delle loro politiche. E tuttavia, nostro malgrado, siamo talvolta chiamati a ricordare alle Amministrazioni presenti, come monito anche per quelle future, che l’avere approvato la Convenzione ONU non dev’essere solo motivo di pregio, ma costituisce anzi un impegno e un “onere” costanti».
«L’autodeterminazione della persona con disabilità – concludono dall’ANFFAS modicana -, l’accessibilità in ogni àmbito del vivere sociale e in ogni stagione della vita della persona, dalla culla alla terza età, devono diventare princìpi informatori di ogni servizio, decisione, politica che con la disabilità abbia a che fare, non slogan da rispolverare nel momento del bisogno o, peggio ancora, princìpi da “sacrificare” in nome delle sempre più citate esigenze di bilancio».

Parole, quelle della Sezione siciliana dell’ANFFAS, che fanno senz’altro tornare alla mente quanto dichiarato nei giorni scorsi da Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), in un’ampia intervista concessa al nostro giornale, in vista della quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche per la Disabilità, che si terrà il 16 e 17 settembre a Firenze.
«La Convenzione ONU – aveva dichiarato infatti Falabella in tale occasione – esige applicazione articolo per articolo, ma essa, a livello di incombenze istituzionali (Governo, Ministeri, Regioni, Enti Locali), è in larga misura lettera morta. Ce ne facciamo ben poco delle adesioni ideali. La Convenzione va concretamente applicata». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@anffasmodica.it.

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