Il “Premio Don Giulio Tarra 2016”

Ricercatori delle discipline scientifiche e accademiche che abbiano svolto indagini e prodotto lavori scientifici sulla sordità: sono loro i destinatari del “Premio Don Giulio Tarra: ricerche e studi per la sordità”, la cui seconda edizione vivrà il proprio momento conclusivo il 23 settembre a Milano, a cura del Pio Istituto dei Sordi di Milano, promotore dell’iniziativa. E per l’occasione verrà assegnato un Premio alla Carriera alla neuropsicologa Virginia Volterra, oltre a due borse di studio e a un premio di laurea a studenti con disabilità uditiva dell’Università Cattolica di Milano

Virginia Volterra

La neuropsicologa Virginia Volterra riceverà un Premio alla Carriera, nell’àmbito del secondo “Premio Don Giulio Tarra”, per la sua opera rilevante nell’avanzamento delle conoscenze scientifiche sulla sordità

Ricercatori delle discipline scientifiche e accademiche (pedagogiche, mediche, psicologiche, sociologiche, storiche, ingegneristiche, informatiche ecc.), che abbiano svolto indagini e prodotto lavori scientifici sul tema della sordità: sono loro i destinatari del Premio Don Giulio Tarra: ricerche e studi per la sordità, la cui seconda edizione vivrà il proprio momento conclusivo venerdì 23 settembre a Milano (Cripta dell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli, 1, ore 14), a cura del Pio Istituto dei Sordi di Milano, promotore dell’iniziativa.
Da segnalare anche che per l’occasione verrà assegnato un Premio alla Carriera alla neuropsicologa Virginia Volterra, per la sua opera rilevante nell’avanzamento delle conoscenze scientifiche sulla sordità, e anche due borse di studio e un premio di laurea a studenti con disabilità uditiva dell’Università Cattolica di Milano.

Sacerdote ed educatore, nato a Milano nel 1832, don Giulio Tarra vi ricoprì la carica di direttore dell’Istituto dei Sordomuti, dal 1855 fino al 1889, anno della sua morte, seguendo dapprima il metodo dell’abate Charles-Michel de l’Épée, basato sulla trascrizione in lingua scritta della mimica convenzionale, e successivamente il metodo orale.
Fu autore dei Cenni storici e compendiosa esposizione del metodo seguito per l’istruzione dei sordomuti (1880) e scrisse numerose opere, molto diffuse, anche per i fanciulli non sordomuti, tra cui Il libro dei bambini (1861), Patria e famiglia (1862), Dialoghi familiari e scenici (1876), Racconti di una madre ai suoi figli (1877) e Serate liete (1885). Una raccolta di suoi Scritti pedagogici fu pubblicata postuma nel 1934.
Così l’Enciclopedia Treccani tratteggia la biografia di colui al quale è intitolato il Premio di cui si è detto, che per tanti anni, dunque, diresse quello che oggi è il Pio Istituto dei Sordi di Milano.
Alla figura di don Tarra è stato anche dedicato nel 2014 il libro «Fatti per arte parlanti». Don Giulio Tarra e l’educazione dei sordomuti nella seconda metà dell’Ottocento, pubblicato da EDUCatt (Ente per il Diritto allo Studio Universitario dell’Università Cattolica) e scritto dalla pedagogista dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Anna Debè. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@pioistitutodeisordi.org.

Stampa questo articolo