I nostri modi di “vedere”

Anche l’UICI di Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) parteciperà il 30 settembre alla “Notte Europea dei Ricercatori” – l’ormai tradizionale evento di divulgazione scientifica che si tiene ogni anno in oltre duecento città di tutta Europa (e una cinquantina in Italia) – per mostrare ai cittadini alcuni tra i più diffusi ausili usati dalle persone con disabilità visiva e spiegare, oltre ogni stereotipo, quali siano le strategie che ciechi e ipovedenti mettono in atto nel quotidiano

Realizzazione grafica elaborata per il convegno promosso dall'UICI di Napoli il 5 dicembre 2015

Venerdì 30 settembre a Torino (Piazza Castello, ore 16-23), anche l’UICI del capoluogo piemontese (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) parteciperà all’edizione 2016 della Notte Europea dei Ricercatori, l’ormai tradizionale evento di divulgazione scientifica che si tiene ogni anno in oltre duecento città di tutta Europa (e una cinquantina in Italia). Un’iniziativa, lo ricordiamo, promossa e cofinanziata dalla Commissione Europea, che si propone di avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca, attraverso incontri, dimostrazioni e momenti di gioco.

L’UICI di Torino, dunque, ha accolto con piacere l’invito del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, con cui già in passato aveva condotto fruttuose collaborazioni. «Da tempo – spiegano infatti dall’Associazione – partecipiamo a studi condotti dall’Ateneo torinese sulla plasticità cerebrale e sulla percezione dello spazio nelle persone non vedenti e la presenza alla Notte dei Ricercatori intende far riflettere proprio su questi temi».
«In un soggetto “normodotato” – ricorda a tal proposito Franco Lepore, presidente dell’UICI torinese – l’80% delle informazioni vengono acquisite attraverso il canale visivo, ma in questo modo si crea un predominio che rischia di eclissare tutti gli altri sensi, relegandoli in una posizione subalterna. Come invece ben sanno le persone con disabilità visiva, esistono molti modi di “vedere”. Ad esempio si può “vedere” con i polpastrelli, con le orecchie, con la memoria e l’intuizione».
Per questo, quindi, nello spazio espositivo dell’Università di Torino, una delegazione dell’UICI mostrerà alcuni tra i più diffusi ausili tiflotecnici (gli strumenti usati dalle persone con disabilità visiva) e spiegherà, coinvolgendo il pubblico, le strategie che ciechi e ipovedenti mettono in atto nel quotidiano.

«L’incontro e il dialogo con i cittadini – sottolinea ancora Lepore – sono da sempre una nostra priorità e dunque siamo felici di metterci in gioco. Anche perché questo può essere uno strumento efficace per ampliare gli orizzonti e richiamare, oltre ogni stereotipo, l’attenzione sulla realtà delle persone con disabilità visiva». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa UICI (Lorenzo Montanaro), ufficio.stampa@uictorino.it.

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