Il Centro per l’Autonomia Umbro non deve chiudere!

Di fronte al concerto rischio di chiusura del Centro per l’Autonomia Umbro – che da più di tredici anni rappresenta un vero e proprio laboratorio di innovazione culturale in tema di diritti e politiche sulla disabilità, di progetti e servizi in materia di Vita Indipendente – dal Centro stesso arriva la richiesta a quante più persone possibili di inviare una lettera/appello direttamente al presidente del Consiglio Renzi, iniziativa che facciamo nostra

Dito puntato di un uomo«Ancora oggi, in Umbria, malgrado le non irrilevanti risorse dedicate al sistema di Welfare, i servizi non sono pensati per supportarmi (supportare il mio amico, parente, collega…) nella realizzazione del mio Progetto di Vita e io non posso scegliere liberamente da chi, quando e come farmi assistere. Il mio diritto alla Vita Indipendente viene quotidianamente compromesso dall’indisponibilità di soluzioni assistive che non siano semplicemente riparatorie (costose ma non efficaci) e decise da altri che, per quanto autorevoli portatori d’interesse, si ostinano a vedermi come paziente o utente, e comunque non possono essere espressione dei valori, delle priorità e delle aspettative di coloro che, come me, sono fondamentalmente titolari di diritti. Per avere un segnale concreto e immediato che mi consenta di continuare a credere che un cambiamento nella direzione giusta sia possibile, Le chiedo di intervenire per evitare che alla fine di questo anno venga fatto chiudere il Centro per l’Autonomia Umbro».
È un messaggio chiaro e forte quello lanciato da un’“ideale” persona con disabilità, che Andrea Tonucci del Centro per l’Autonomia Umbro chiede di inviare direttamente al presidente del Consiglio Matteo Renzi, di fronte al concreto rischio di chiusura di una realtà – sede tra l’altro anche della FISH Umbria (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – che da oltre tredici anni, come si legge ancora nella lettera/appello, «rappresenta un vero e proprio laboratorio di innovazione culturale in tema di diritti e politiche sulla disabilità, di progetti e servizi in materia di Vita Indipendente», e paradossalmente, proprio quando il Comune di Terni ha quasi completato, dopo tanti anni di attesa, la realizzazione della struttura progettata per ospitarlo, «oggi risulta più probabile l’imminente e definitiva conclusione di questa esperienza». Infatti, «i soggetti in capo ai quali ricade una precisa responsabilità istituzionale in materia, a partire dalla Regione, tardano ancora a dare risposte concrete, essenziali per garantire la sostenibilità presente e futura del Centro».

Il messaggio che il Centro per l’Autonomia Umbra chiede a più persone possibile di inviare al Presidente del Consiglio (qui il link al testo completo) ha in realtà un precedente, come spiega ancora Tonucci. «Il 17 settembre scorso a Firenze – ricorda infatti – in occasione della quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della disabilità, Matteo Renzi, in risposta alla mia denuncia di imminente chiusura del Centro per l’Autonomia Umbro, mi ha sollecitato ad inviargli una mail per spiegargli il problema dei ritardi dell’Umbria in materia di Vita Indipendente. So che in ogni Regione, sia a livello associativo che personale, siamo in molti a vivere una condizione di crescente incertezza, ma siamo certi che nessuno vorrà far mancare il proprio contributo per rendere quanto più incisivo un appello che può realmente rappresentare l’ultima spiaggia per il Centro per l’Autonomia Umbro e per tutto quello che rappresenta».
Un appello che naturalmente anche «Superando.it» fa proprio, girandolo a tutti i Lettori. (S.B.)

Ricordiamo ancora il link alla lettera/appello da inviare al presidente del Consiglio Matteo Renzi, elaborata dal Centro per l’Autonomia Umbro. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@cpaonline.it.

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