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La Prima Settimana Nazionale della Dislessia

Manifesto della Prima Settimana Nazionale della Dislessia, 4-10 ottobre 2016«La nostra Associazione è nata per cambiare in meglio la vita delle persone con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e delle loro famiglie, affinché possano trovare pieno riconoscimento nella società. Abbiamo quindi fortemente voluto l’istituzione in Italia della Settimana Nazionale della Dislessia, perché reputiamo necessario sensibilizzare il pubblico su un disturbo che è ancora per molti un tabù. La strada da percorrere è ancora lunga, bisogna accorciare i tempi di diagnosi, fare formazione agli insegnanti, incentivare la realizzazione e il rispetto dei Piani Didattici Personalizzati (PDP), concorrere per la concreta realizzazione di tutti i diritti sanciti dalla Legge 170/10 [“Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, N.d.R.], affinché migliaia di bambini e ragazzi in età scolare – oltre il 2% degli studenti della scuola italiana – possano accedere a una didattica più inclusiva, e avere maggiori opportunità di relazione, di crescita personale e professionale, così come per gli studenti universitari e chi si accinge ad entrare nel mondo del lavoro».
Così Franco Botticelli, presidente dell’AID (Associazione Italiana Dislessia), presenta la Prima Settimana Nazionale della Dislessia, che da oggi, 4 ottobre, a lunedì 10, caratterizzerà sette giornate utili ad informare e a sensibilizzare il pubblico in merito a un disturbo che in Italia interessa quasi 2 milioni di persone. In tal senso, le 98 Sezioni dell’AID, dislocate su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con 300 Enti Pubblici e Istituzioni Scolastiche, organizzeranno in 92 città italiane stand informativi nelle piazze, corsi di formazione per i docenti e i genitori, spettacoli teatrali e laboratori didattici interattivi per i ragazzi.
L’evento è stato indetto in concomitanza con l’European Dyslexia Awareness Week e anche in occasione del sesto anniversario della citata Legge 170/10, che ha sancito nel nostro Paese il diritto alle pari opportunità nell’istruzione per i ragazzi con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia (di tali disturbi si legga anche nel box in calce).

Tra i principali appuntamenti previsti, vanno segnalati innanzitutto quelli di Milano, con l’incontro di orientamento dell’8 ottobre, rivolto ai genitori di ragazzi con DSA, intitolato La scelta della scuola superiore, e in programma presso la sede dell’AID locale (ore 15-17), così come, il 9 ottobre (ore 10-18), l’Open Day: strumenti compensativi e PDP, durante il quale alcuni formatori e tutor dell’apprendimento forniranno una consulenza gratuita sulla compilazione del Piano Didattico Personalizzato, illustrando inoltre i principali software utili alle persone con DSA.
E ancora, sempre nel capoluogo lombardo, da venerdì 7 a domenica 9, uno Sportello gratuito per insegnanti, genitori e ragazzi, che vedrà formatori, tutor e volontari dell’AID mettersi a disposizione del pubblico, per fornire informazioni e illustrare le iniziative dell’AID presso le scuole di Milano e provincia, oltreché nelle vie e nelle piazze della città con gazebo e con un camper itinerante fra i comuni della Provincia.
A Roma, quindi, la due giorni formativa di venerdì 7 (ore 14-19) e sabato 8 (ore 9-13), intitolata La scuola di fronte alla sfida dei DSA (Università degli Studi di Roma 3), con la partecipazione di esperti di didattica e di Evidence Based Education (“Educazione basata sull’evidenza”), che avranno al centro le novità introdotte e applicate a sei anni di distanza dalla Legge 170/10. L’evento prevede inoltre cinque diversi workshop tematici sulle metodologie didattiche innovative e attività pratiche laboratoriali e interattive.
A Napoli, infine, venerdì 7, in contemporanea in dieci scuole della città e della provincia (ore 10-13), i volontari dell’AID (un genitore e un tecnico insieme) si interfacceranno con una platea di circa trecento studenti per scuola, in tre diversi turni, per spiegare cos’è la dislessia e perché nella scuola è necessario utilizzare strumenti specifici, a dimostrazione che i disturbi dell’apprendimento possono essere una difficoltà, ma non un limite. (S.B.)

Nel sito e nella pagina Facebook, sono disponibili tutte le notizie e gli aggiornamenti sulle varie iniziative previste per la Seettimana Nazionale. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Anna Morabito (amorabito@lifecommunication.agency); Gabriele Brinchilin (comunicazione@aiditalia.org).

La dislessia, gli altri DSA (disturbi specifici di apprendimento) e l’AID
I DSA (disturbi specifici di apprendimento) sono disturbi del neurosviluppo, che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione, dipendenti dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo. Non sono quindi causati né da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali.
In base al tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in dislessia (disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo), disortografia (disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nella competenza ortografica e nella competenza fonografica), disgrafia (disturbo specifico della grafia che si manifesta con una difficoltà nell’abilità motoria della scrittura) e discalculia (disturbo specifico dell’abilità di numero e di calcolo che si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri).
Le difficoltà dei bimbi con DSA solitamente ne condizionano anche in modo pesante le prestazioni scolastiche, anche perché non sempre gli approfondimenti diagnostici vengono svolti tempestivamente (ancora tanti bambini accedono infatti ai servizi alla fine della scuola elementare o alla scuola media), a causa di una sbagliata interpretazione o sottovalutazione del problema. Si parla ancora, ad esempio, di pigrizia, demotivazione o disagio psicologico, problemi che senz’altro a volte possono essere associati al disturbo, ma che rappresentano dei correlati o delle conseguenze dei DSA, non la causa.
Per ridurre l’interferenza di questi disturbi, è possibile ricorrere all’ausilio di strumenti compensativi e dispensativi, appositamente previsti dalla normativa italiana (Legge 170/10).

L’AID (Associazione Italiana Dislessia) è nata con la volontà di far crescere la consapevolezza e la sensibilità verso questi disturbi, che si stima colpiscano in Italia colpisca circa un milione e 900.000 persone.
L’Associazione – che conta oltre 18.000 soci e 98 Sezioni attive, distribuite su tutto il territorio nazionale – lavora quindi per approfondire la conoscenza dei DSA e promuovere la ricerca, accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie nella scuola, affrontare e risolvere le problematiche sociali legate a tali disturbi. Essa è aperta ai genitori e familiari di bambini dislessici, ai dislessici adulti, agli insegnanti e ai tecnici (logopedisti, psicologi, medici).