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I Ministri e la Polizia prendano subito posizione

Dito puntato di un uomo«Con una di quelle coincidenze tipicamente italiane – sottolinea Francesco Giovannelli, genitore di una persona con sindrome di Down -, nel giorno in cui è stato presentato ufficialmente il “Piano nazionale per la prevenzione
del bullismo e del cyber-bullismo a scuola 2016/2017 – Le scuole unite contro il bullismo”, promosso dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, con tanto di Protocollo d’Intesa con la presidente della Camera Laura Boldrini e azioni in comune con la Polizia di Stato, viene trasmesso in televisione un “edificante” video nel quale il vicequestore aggiunto della Polizia di Avellino Elio Iannuzzi, proprio nel corso della visita
in città del ministro Giannini, apostrofa un giornalista della trasmissione televisiva Striscia la
Notizia
con l’espressione “’sto mongoloide”!».

Sul triste episodio è arrivata la dura presa di posizione dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), il cui presidente nazionale Paolo Virgilio Grillo dichiara in una nota: «Non vogliamo entrare nel merito del contesto in cui il vicequestore aggiunto della Polizia di Avellino Elio Iannuzzi ha dato del “mongoloide” al giornalista di Striscia la Notizia Luca Abete, ma siamo profondamente indignati e vogliamo ribadire con forza che un Pubblico Ufficiale nell’esercizio della sua attività non può utilizzare questo tipo di parole, che offendono le persone con sindrome di Down e le loro famiglie».
«Chiediamo dunque – aggiunge Grillo – una presa di posizione da parte del Ministro degli Interni e del Capo della Polizia, per censurare questo tipo di comportamenti. Confidiamo che le forze di Polizia, che hanno da parte nostra la massima stima, facciano proprio anche l’impegno di un rinnovamento culturale dei loro funzionari: è anche attraverso di loro che si fa educazione».

Un auspicio, questo, condiviso anche da Giovannelli, che tuttavia rileva come finora «né il ministro dell’Istruzione Giannini, né quello dell’Interno Alfano, né il Questore di Avellino abbiano ritenuto di dover prendere le distanze pubblicamente da quanto affermato dal funzionario in questione». «Come sappiamo bene noi genitori di bambini o ragazzi con sindrome di Down – prosegue – e come dovrebbero sapere bene anche gli operatori del mondo della scuola, l’uso di questo termine altamente dispregiativo e offensivo può essere un segnale di comportamenti a rischio ed è a mio avviso devastante che ad usarlo sia un funzionario dello Stato, che mentre avrebbe il compito di fare rispettare la legge e magari tutelare i più deboli, si esprime invece con un linguaggio che denota disprezzo e discriminazione».
«Il silenzio di fronte a tali espressioni – conclude Giovannelli -, in pubblico come in privato, rischia di diventare un’implicita autorizzazione a farne uso. Cosicché se qualcuno un domani si rivolgerà con quel termine a mia figlia e io protesterò (come faccio sempre), mi si potrà rispondere: “Questo termine lo usa anche la Polizia di Stato”!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampaaipd@gmail.com.