Il welfare sia motore di sviluppo sociale ed economico

«In una fase di importanti cambiamenti per il nostro Paese, in cui alle vecchie povertà e disuguaglianze se ne aggregano altre e nuove, sempre crescenti, il Terzo Settore non può che alzare la voce e farsi sentire»: lo ha dichiarato Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, in apertura dell’incontro di Roma “Il futuro è sociale”, durante il quale il Forum ha lanciato un appello al Governo, ai Sindacati e alle Istituzioni Locali, chiedendo un “piano industriale” e stabile di welfare nazionale, che collochi l’Italia allo stesso livello degli altri Paesi dell’Europa a 15

Cartello indicatore con la scritta "Welfare"«In una fase di importanti cambiamenti per il nostro Paese, in cui alle vecchie povertà e disuguaglianze se ne aggregano altre e nuove, sempre crescenti, il ruolo del Terzo Settore non può che essere quello di alzare la voce e farsi sentire»: lo ha dichiarato Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, in apertura dell’incontro di Roma intitolato Il futuro è sociale – Insieme per un “piano industriale” del welfare (se ne legga anche la nostra presentazione), nuova edizione di un’iniziativa già proposta alla fine dello scorso anno, con l’obiettivo di mettere al centro del dibattito le politiche di welfare sociale anche alla luce della prossima Legge di Bilancio.
Per l’occasione – durante un confronto con il Governo, i Sindacati e le Istituzioni Locali, cui ha partecipato anche il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti – il Forum ha lanciato il proprio nuovo appello, per intervenire sul tema della lotta alle disuguaglianze e chiedere un piano industriale e stabile di welfare nazionale, che collochi l’Italia allo stesso livello degli altri Paesi dell’Europa a 15 e non agli ultimi posti, come accade sinora.

«Se da un lato – è stato infatti sottolineato dai rappresentanti del Forum – è da circa un decennio che assistiamo a un arretramento e a una frammentazione del welfare, letto non in una logica promozionale ma riparativa, dall’altro lato ci troviamo oggi davanti a una nuova fase: dal 2016 il “Cantiere Sociale” ha cominciato a procedere, vedendo crescere l’attenzione sia da parte del Governo che del Parlamento. Ne sono un esempio la Legge di Riforma del Terzo Settore, la cosiddetta Legge sul “Dopo di Noi”, il Piano Nazionale Infanzia, il riparto del Fondo Non Autosufficienza, il Fondo per la Povertà Educativa, il Programma d’Azione Biennale sulla Disabilità, l’avvio del SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva) contro la povertà, e non da ultimo il maturare del dibattito anche a livello europeo. E tuttavia i tempi sono ancora molto rallentati, con il rischio di non vedere messo in atto, concretamente, il tema della costruzione di un sistema di welfare, e al contrario crescere sempre più le disuguaglianze, che ormai riguardano il contesto globale mondiale e non più solo quello europeo».

«La crisi che stiamo vivendo – ha dichiarato durante l’incontro Stefano Tassinari, coordinatore della Consulta Welfare presso il Forumè anche figlia di un modo di concepire e gestire la ricchezza. Eppure non siamo mai stati così capaci di produrre ricchezza come nel resto dell’umanità. Questa ricchezza è però ‘a-sociale’, non riproduce cittadinanza, né bene comune, né tanto meno una situazione di crescita. Il tessuto sociale si è impoverito e prevale una dimensione di paura del futuro. La necessità di tornare sul welfare sociale è quindi per ricostruire un clima di fiducia e di garanzie, dove il welfare non sia sola risposta alle emergenze, ma promotore di cittadinanza e motore di sviluppo sociale ed economico». «La richiesta di un piano di welfare industriale – ha aggiunto – vuol dire per il Forum programmazione, strutturazione e un Governo che mette insieme i pezzi con una strategia. Vuol dire soprattutto uscire dalla frammentazione e ragionare su una progettazione – anche di spesa – fissando obiettivi e risultati».
Una richiesta, questa, che è stata condivisa dalle Istituzioni e dai Sindacati presenti all’incontro, a partire dal ministro Poletti, che ha ribadito l’esigenza di uno «sforzo di sintesi per costruire una strumentazione condivisa, tra Istituzioni e Terzo Settore, e riuscire a immaginare una modalità di governance che ci permetta questo passaggio, cominciando con il fissare obiettivi raggiungibili, per dare collettivamente risposte efficaci».

Tutto questo, ha ribadito in conclusione Barbieri, deve avvenire «tutti insieme, Terzo Settore, Sindacati, Parlamento, Governo. Lo spazio del confronto va costruito e “innaffiato” e deve andare avanti trovando il suo riconoscimento. Quello che oggi abbiamo portato qui è la seconda tappa di un percorso molto importante: costruire forme di partenariato, prima di tutto tra soggetti sociali, ma anche con le Istituzioni. Oggi questa è la nostra sfida e una scommessa che ci giochiamo tutti insieme». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@forumterzosettore.it (Anna Monterubbianesi).

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