La Regione Lombardia dia finalmente spazio alla Vita Indipendente

«Il Consiglio Regionale della Lombardia solleciti la Giunta a mettere a punto entro il 2016 una delibera che destini dei fondi significativi alle persone con gravi disabilita che necessitino di assistenti personali per realizzare la loro Vita Indipendente, rendendone agevole l’accesso»: lo scrivono tra l’altro dal Comitato Lombardo per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, nel documento con cui viene presentato il presidio di protesta promosso per l’8 novembre a Milano, davanti alla sede del Consiglio Regionale Lombardo

Disegno di omino in carrozzina che spezza le catene«L’8 novembre saremo a Milano, davanti al Consiglio Regionale della Lombardia, per manifestare la nostra preoccupazione e indignazione riguardo all’immobilismo della nostra Regione rispetto ai diritti di cittadinanza delle persone con disabilità. E visto che in quella giornata ci sarà una seduta del Consiglio Regionale, tenteremo di dialogare con quanti più Consiglieri possibile»: lo annuncia il Comitato Lombardo per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, che per presentare l’iniziativa ha anche elaborato un ampio documento in cui si sottolinea tra l’altro che «alcune Regioni d’Italia stanno dimostrando che l’assistenza personale autogestita porta un reale soddisfacimento del bisogno e costa meno. La nostra Regione preferisce invece dare ancora troppo spazio e risorse all’assistenza eterodeterminata, spendendo di più e frustrando le aspettative dei propri cittadini».

«La nuova concezione dell’assistenza si chiama Vita Indipendente – prosegue il testo del Comitato – ed è regolamentata in Italia dalla Legge 162/98, applicata “a mosaico” a causa della competenza regionale nel farla funzionare, mentre a livello internazionale è regolamentata e promossa dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Dove e quando l’assistenza viene applicata, si è dimostrato che è possibile realizzare ed evolvere questo modo di intendere l’assistenza: impiegando una figura professionale – scelta, formata e remunerata dalle stesse persone con disabilità – sulla base di normali contratti di lavoro dipendente».

Sempre nel documento – di cui suggeriamo la lettura integrale (questo il link), si fa poi riferimento alla recente Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, tenutasi nel settembre scorso a Firenze, dalla quale «sono scaturite le Linee Guida ministeriali [Linee Guida per la presentazione da parte delle Regioni di proposte di adesione alla sperimentazione del modello di intervento in materia di vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità per l’anno 2016”, N.d.R.] che trattano di Vita Indipendente. In particolare “alle Regioni si richiede un rinnovato impegno per adeguare il quadro normativo e di regolamentazione della Vita Indipendente”».

«Alla Regione Lombardia – è la conclusione del testo prodotto dal Comitato Lombardo – chiediamo quindi con urgenza che: Il Consiglio Regionale si impegni a prendere visione e a discutere le Proposte di Legge Regionale su questo tema depositate fino ad ora. […] Il Consiglio Regionale solleciti la Giunta, indicando le Linee Guida che tengano conto delle nostre considerazioni, a mettere a punto entro il 2016 una delibera che destini dei fondi significativi alle persone con gravi disabilita che necessitino di assistenti personali per realizzare la loro Vita Indipendente, rendendone agevole l’accesso: superando la logica […] pensata solo per alcune patologie e solo per persone riconosciute pressoché allettate e/o impossibilitate ad uscire di casa; e la logica […] riconosciuta in misura talmente ridotta da indurre chi necessita di molte ore di assistenza a non farne richiesta». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: vitaindiplombardia@yahoo.it (Filiberto Cresci; Ida Sala).

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