La comunicazione nelle malattie neuromuscolari

Fornire strumenti utili agli operatori sanitari che quotidianamente si trovano a dover comunicare e interagire con i malati neuromuscolari – affetti cioè da distrofie, atrofie, miotonie e altre patologie – e con le loro famiglie: è questo l’obiettivo del convegno “La comunicazione nelle malattie neuromuscolari: dalla diagnosi all’exitus”, in programma per il 24 novembre ad Ancona e rivolto per lo più a medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, logopedisti, tecnici di neurofisiopatologia e assistenti sociali

Vivienne, USA, SMA

Vivienne è una bimba americana affetta da atrofia muscolare spinale

«Saper comunicare con il malato rappresenta un momento strategico dell’assistenza, intesa come elemento qualificante del servizio offerto e come legittima aspettativa dei malati e dei familiari. Con questo convegno ci poniamo l’obiettivo di fornire strumenti utili agli operatori sanitari che quotidianamente si trovano a dover comunicare e interagire con i malati neuromuscolari – affetti da distrofie, atrofie, miotonie e altre patologie – e con le loro famiglie».

Viene presentato così il convegno intitolato La comunicazione nelle malattie neuromuscolari: dalla diagnosi all’exitus, in programma per giovedì 24 novembre ad Ancona (Auditorium Totti dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti (ore 8.30-17), rivolto per lo più a medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, logopedisti, tecnici di neurofisiopatologia e assistenti sociali.
A promuovere l’iniziativa è la Fondazione Paladini di Ancona, in collaborazione con la Clinica di Neuroriabilitazione dell’Azienda Ospedialiera Ospedali Riuniti di Ancona e con l’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), oltreché con il sostegno dell’Assemblea Legislativa delle Marche. (S.G.)

È disponibile il programma completo del convegno. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@fondazionepaladini.it.

Stampa questo articolo