Non c’è Salute, se non c’è attenzione ai bisogni sociali delle persone

È partendo da questo fondamentale concetto che è nato a Casalecchio di Reno (Bologna) un “Parkinson Cafè”, iniziativa ai primi passi in Italia, ma già attiva da qualche anno in altri Paesi. Si tratta di uno spazio gratuito di incontro, condivisione e aggregazione, per i malati di Parkinson e le loro famiglie, che offre ai primi un’opportunità di socializzazione attraverso il coinvolgimento in attività socio-ricreative, motorie, percorsi di rilassamento e musicoterapia, e ai secondi la possibilità di confrontarsi in modo informale sui temi riguardanti la malattia e la sua gestione

Un "Parkinson Cafè" olandese. Questa realtà, ancora ai primi passi in Italia, è già invece attiva da qualche anno in una serie di Paesi del Nord Europa

Un “Parkinson Cafè” olandese. Questa realtà, ancora ai primi passi in Italia, è già invece attiva da qualche anno in una serie di Paesi del Nord Europa

Qualcosa di simile, nel nostro Paese, era stato inaugurato per la prima volta ad Arzignano, in provincia di Vicenza, all’inizio di quest’anno. Arriva ora invece dall’Emilia un nuovo Parkinson Cafè, avviato in questi giorni a Casalecchio di Reno (Bologna), frutto della consolidata collaborazione tra l’Azienda USL Distretto Reno Lavino Samoggia, l’Unione Comuni Valli del Reno Lavino e Samoggia (attraverso la propria azienda speciale per la gestione dei servizi sociali ASC InSieme) e il mondo della cooperazione.
«L’idea di un Parkinson Cafè – spiegano i promotori dell’iniziativa – si ispira alla positiva esperienza anglosassone, dove questa è una realtà attiva ormai da qualche anno. Si tratta di uno spazio settimanale gratuito di incontro, condivisione e aggregazione, per i malati e le famiglie, il cui obiettivo – grazie alla presenza di una psicologa e di altri esperti del settore – è da un lato quello di offrire alle  persone colpite dalla malattia un’opportunità di socializzazione attraverso il coinvolgimento in attività socio-ricreative, motorie, percorsi di rilassamento e musicoterapia; dall’altro, fornire ai familiari la possibilità di confrontarsi in modo informale sui temi riguardanti la malattia e la sua gestione».
Va ricordato infatti che, come tutte le patologie cronico-degenerative, la malattia di Parkinson (se ne legga anche nel box in calce), ha un impatto significativo non solo sulla vita della persona che ne è affetta, ma anche su quella dell’intera famiglia, che è costretta a riorganizzarsi continuamente nell’insieme dei molteplici cambiamenti che investono ogni sfera della vita familiare.
«I sintomi e i farmaci – sottolineano dall’Azienda USL che ha voluto il nuovo Parkinson Cafè – divengono le nuove lancette che scandiscono il tempo e regolano i ritmi di vita. I familiari si trovano a vivere emozioni contrastanti, paura e incertezza per il futuro, la difficile necessità di confrontarsi e di adattarsi costantemente al malato e alle sue possibilità, ed è per questo che necessitano di essere sostenuti. A tal fine, il contesto di gruppo, caratterizzato da condivisione e sospensione del giudizio, si rivela particolarmente efficace, offrendo, tra l’altro, il vantaggio di favorire l’uscita dalla solitudine: spesso, infatti, la malattia spinge all’isolamento non solo la persona affetta da Parkinson ma anche la sua famiglia».

La gestione diretta delle attività è stata affidata alla Cooperativa Sociale CADIAI di Bologna, che vanta una lunga esperienza nella programmazione, organizzazione e gestione di interventi rivolti a persone affette da gravi malattie neurodegenerative, grazie alle competenze di un pool di professionisti (psicologi, medici, fisioterapisti, musicoterapeuti, arteterapeuti e psicomotricisti), che operano all’interno dei servizi alla persona.
Gli incontri si svolgeranno nei locali messi a disposizione presso la Casa della Salute di Casalecchio di Reno, il cui avvio, nel mese di febbraio di quest’anno, ha rappresentato per il Distretto Reno Lavino Samoggia un importante passo avanti verso una concreta integrazione sociosanitaria, indispensabile per “prendersi cura” sia delle persone che del loro nucleo familiare, attraverso la collaborazione tra i diversi professionisti, la condivisione dei percorsi assistenziali e l’attivazione di una rete integrata di servizi.
«A testimoniare ciò – viene ricordato in conclusione – la presenza, all’interno della Casa della Salute, di dieci assistenti sociali di ASC InSieme, a rafforzare non solo il senso del lavoro di integrazione sociosanitaria, ma anche il principio, rimarcato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui non può esserci Salute senza una costante attenzione ai bisogni sociali della persona». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: segreteria@ascinsieme.it.

La malattia di Parkinson
È una malattia neurodegenerativa cronica, causata dalla progressiva morte dei neuroni situati in una piccola zona del cervello che producono il neurotrasmettitore dopamina, il quale controlla i movimenti. Chi ha il Parkinson produce sempre meno dopamina, perdendo progressivamente il controllo del proprio corpo.
Arrivano così tremori, rigidità, lentezza nei movimenti, depressione, insonnia, disfagia, fino alla perdita completa dell’autonomia personale e all’impossibilità di svolgere le più semplici attività quotidiane (vestirsi, mangiare, lavarsi, parlare ecc.).
Non esiste una cura risolutiva, ma solo trattamenti sintomatici che aiutano a convivere con la malattia la quale continua a progredire.
Oggi in Italia ci sono ben 300.000 malati di Parkinson, che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono destinati a raddoppiare entro i prossimi quindici anni. Va tenuto conto inoltre che si parla di una patologia rispetto alla quale gli organi d’informazione, l’opinione pubblica e le stesse Istituzioni hanno ancora una percezione errata, considerandola una “malattia dei vecchi”: l’età d’esordio, infatti, si fa sempre più giovane (un paziente su quattro ha meno di 50 anni, il 10% meno di 40 anni), e la metà dei malati è in età lavorativa, cosicché si può dire che vi siano circa 25.000 famiglie, in Italia, con figli in età scolare in cui uno dei genitori è colpito dalla malattia.

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