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Alunni con disabilità visiva e indicatori dell’inclusione

Dito di bimbo che legge in Braille

Il dito di un bimbo cieco, che utilizza un testo in Braille

Sono stati definiti gli Indicatori di Qualità dell’inclusione degli alunni/studenti con disabili visiva, elaborati da chi scrive e approvati dal NIS (Network per l’Inclusione Scolastica) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Al contempo, lo stesso NIS sta lavorando a fondo sulla predisposizione di un “vademecum” riguardante i servizi e tutti i punti di riferimento a cui potranno rivolgersi i genitori e gli operatori coinvolti nel processo di inclusione scolastica dei bambini/ragazzi ciechi e/o ipovedenti.
A tal proposito è opportuno rammentare che nei mesi scorsi sono state predisposte pure le Linee Guida dei servizi di supporto e di consulenza educativa e tiflologica e che sono ormai in dirittura d’arrivo sia la stesura definitiva dello schema della struttura della rete dei servizi per il sostegno scolastico alle persone con disabilità visiva, sia la definizione dei criteri di valutazione del grado di qualità della loro inclusione.

Gli Indicatori di Qualità di seguito elencati rappresentano un documento che è il frutto della sintesi di diverse sensibilità e competenze. Un modello di collegialità, di strategica unità d’intenti e di logica di rete, ossia la medesima idea ispiratrice del presidente nazionale UICI Mario Barbuto, quando all’inizio di quest’anno ha promosso la nascita del citato NIS. Si tratta di uno sforzo collaborativo all’insegna della condivisione e dell’impegno comune che, a mio modesto avviso, in queste settimane di intenso dibattito al Ministero sulla riforma del sostegno, dovrebbe animare anche la politica scolastica di tutte le Associazioni di e per persone con disabilità, nell’unico interesse delle persone con disabilità italiane e al solo scopo di farci vincere le difficili sfide della modernità e dell’inclusione scolastica del presente e del futuro.

Prima dunque di passare all’elenco degli Indicatori di Qualità, ringrazio sentitamente, per l’enorme passione e per l’eccezionale impegno, i colleghi che mi hanno affiancato nel Network NIS, vale a dire Giancarlo Abba, Vincenzo Bizzi, Michele Borra, Roberta Caldin, Marco Condidorio, Luciano Paschetta, Pietro Piscitelli, Stefano Salmeri e Lorenza Vettor.

Gli Indicatori di Qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva
Il Network per l’Inclusione Scolastica (NIS) – espressione degli Enti UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI) e Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita – ha individuato i seguenti Indicatori di Qualità per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva.
Dovranno essere garantiti:
a) L’assegnazione, da parte dello Stato – sin dall’inizio dell’anno scolastico e per il tramite dell’Amministrazione Scolastica – di docenti per il sostegno agli studenti con disabilità visiva, frequentanti la scuola statale di ogni ordine e grado, per assicurare il loro diritto all’educazione e all’istruzione, certificato ai sensi dell’articolo 13 della Legge 104/92.

b) L’assegnazione agli alunni con disabilità sensoriale, da parte degli Enti Locali, del personale dedicato all’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione, come previsto dall’articolo 13, comma 3, della Legge 104/92.

c) L’istituzione da parte del Ministero della figura dell’“Esperto in scienze tiflologiche” o, quanto meno, di una figura che possegga competenze di base in tiflopedagogia e tiflodidattica [la tiflologia è la scienza che studia le condizioni e le problematiche delle persone con disabilità visiva, al fine di indicare soluzioni per attuare la loro piena integrazione sociale e culturale, N.d.R.].

d) La qualità della formazione delle figure professionali dell’assistente alla comunicazione dei disabili sensoriali e dell’“Esperto in scienze tiflologiche”, attraverso la certificazione delle loro competenze, rilasciata dall’Università, dopo la frequenza di appositi master. Tale certificazione delle competenze, con il rilascio dei due rispettivi titoli, costituisce la “patente abilitante” all’esercizio della loro professione.

e) L’uniformità, su tutto il territorio nazionale, della definizione dei profili professionali del personale destinato all’accompagnamento, alla comunicazione e all’assistenza specialistica degli alunni con disabilità visiva (l’assistente all’autonomia e alla comunicazione e l’esperto in scienze tiflologiche), attraverso l’individuazione di specifici percorsi formativi propedeutici allo svolgimento dei compiti assegnati (come al precedente punto d).

f) La definizione da parte delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di un Piano Annuale d’Inclusività (PAI) che sia parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).

g) L’istituzione da parte del Ministero di uno Sportello di Consulenza Tiflodidattica, presso i CTS [Centri Territoriali di Supporto, N.d.R.] esistenti su tutto il territorio nazionale, per fornire informazioni e assistenza di base agli studenti con disabilità visiva e alle loro famiglie.

h) La creazione da parte degli Enti Locali, nell’àmbito della programmazione regionale, di un Centro di Consulenza Tiflodidattica (ove possibile per ogni Provincia o Città Metropolitana, o comunque almeno uno per Regione), in modo da favorire la costituzione di una rete tra tutti gli Enti e le strutture deputati al processo di inclusione scolastica degli studenti minorati della vista del territorio.

i) L’applicazione, da parte degli Enti Locali, del Decreto Legislativo 165/01 [“Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, N.d.R.] e della Legge 4/04 del 9 gennaio 2004 [la cosiddetta “Legge Stanca”: “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, N.d.R.] sull’accessibilità, sulla fruibilità e usabilità degli strumenti tecnologici e degli spazi fisici delle istituzioni scolastiche.

j) L’efficienza e la qualità del materiale tiflodidattico e tifloinformatico, negli Istituti di ogni ordine e grado, ad uso degli studenti con disabilità visiva, determinato dallo studio di progettazione tiflologica e di realizzazione sostenibile in termini di costo, distribuzione e reperibilità, effettuato da un esperto in scienze tiflologiche.

k) La periodica manutenzione tecnica del materiale tiflodidattico e delle tecnologie assistive delle scuole di ogni ordine e grado, per assicurarne le condizioni di funzionalità, l’aggiornamento costante e l’efficienza dello stato strutturale.

l) L’obbligo del rilascio da parte del venditore alle scuole, agli Enti Locali, alle ASL e ai privati di una “garanzia”, contenente le seguenti informazioni relative agli strumenti tecnologici, tiflotecnici e ai sussidi tiflodidattici: costruttore, costo, anno di produzione, eventuale venditore e, ovviamente, anche il libretto delle istruzioni trascritto in formato accessibile. Tale “documento d’identità” delle attrezzature tifloinformatiche e dei sussidi tiflodidattici costituisce il loro certificato di qualità.

m) L’effettuazione di azioni finalizzate all’educazione, formazione e istruzione delle persone con disabilità visiva, che tengano conto della condizione di cecità o di ipovisione e che siano volte al successo formativo e al processo inclusivo degli studenti minorati della vista, sarà specifica e di tipo tiflopedagogico nel metodo e nell’applicazione, e avrà come certificatore dei risultati l’“équipe tiflopsicopedagogica”.

n) L’obbligo del rispetto da parte delle scuole private “paritarie” della normativa nazionale e delle Leggi Regionali vigenti in materia di diritto allo studio scolastico degli alunni/studenti con disabilità.

Direttore scientifico dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).