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Il tatto è il senso del corpo intero

Fernand Léger, "Uomini in città", 1919 (particolare)

Fernand Légere, “Uomini in città” (“Les Hommes dans la ville”), 1919, olio su tela, 145,7 x 113,5 cm, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim (particolare)

Nuovo appuntamento, a Venezia, per la seconda edizione di Doppio Senso: percorsi Tattili alla Collezione Peggy Guggenheim, l’innovativo progetto seguito sin dagli inizi anche dal nostro giornale, con il quale nell’autunno dello scorso anno il noto museo di Palazzo Venier dei Leoni aveva aperto il proprio patrimonio artistico anche al pubblico con disabilità visive, iniziando un processo di sensibilizzazione (rivolto anche ai vedenti), alla conoscenza dell’arte attraverso il tatto.
L’iniziativa, lo ricordiamo, si avvale della collaborazione dell’Istituto dei Ciechi di Milano e dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), oltreché del patrocinio dell’ICOM Italia (il Consiglio Internazionale dei Musei). «Un percorso – com’era stato spiegato – che dal figurativo all’astrazione, porta alla conoscenza e a una lettura tattile delle avanguardie storiche amate e collezionate dalla volitiva mecenate americana Peggy Guggenheim».

Nel prossimo fine settimana, dunque, sabato 26 e domenica 27 novembre proseguirà la già avviata analisi di approfondimento del movimento cubista. Si guarderà in particolare a Sulla spiaggia, capolavoro di Pablo Picasso e a Uomini in città di Fernand Léger, riprodotti entrambi in termoform e resina, con matrice realizzata a mano presso il centro del Materiale Didattico dell’Istituto dei Ciechi di Milano. Altra opera al centro dell’incontro, la scultura di Jacques Lipchitz Pierrot seduto, che verrà invece esplorata in originale, in seguito alla valutazione sullo stato di conservazione dell’opera e della sua leggibilità al tatto.

«Durante la visita tattile – spiegano dalla Collezione Guggenheim – i partecipanti affronteranno ancora una volta il tema della scomposizione e ricomposizione del soggetto attraverso forme geometriche. I corpi degli uomini nell’opera di Léger, così come il Pierrot di Lipchitz, sono effettivamente rappresentati attraverso una combinazione di forme geometriche, appuntite e arrotondate, nonché di piani e volumi. Inoltre, sia Lipchitz che Picasso svilupparono una grande passione per l’arte africana, importante fonte di ispirazione: l’interesse per tale scultura motiva infatti la successione di forme, piene e vuote, e la semplificazione formale del volto. Durante la visita, verranno proposte più sequenze di lettura delle opere, a partire proprio dall’arte africana, per introdurre l’avvento del Cubismo e favorire la ricreazione dell’immagine mentale, attraverso anche una pluralità di rimandi tematici».

Da ricordare che come sempre, al termine dell’esplorazione tattile condotta da Valeria Bottalico – ricercatrice e formatrice in àmbito di accessibilità museale e componente di ICOM Italia – vi sarà un laboratorio con il noto scultore non vedente Felice Tagliaferri, che aiuterà a consolidare l’immagine mentale formata dell’opera d’arte fruita.
Detto poi che come nella prima edizione la giornata del sabato sarà dedicata agli adulti e quella di domenica ai bambini dai 6 ai 12 anni e che questi incontri sono gratuiti (fino a esaurimento posti), non resta che ricordare la data del prossimo appuntamento, previsto per il 17-18 dicembre. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: doppiosenso@guggenheim-venice.it.