Cambiare il modo con cui si guarda ai lavoratori con disabilità

«Vogliamo cambiare il modo con cui si pensa alle persone con disabilità, ognuna con le sue peculiarità, anche con alte e altissime professionalità, molto spesso considerate “di Serie B”, seppure con le stesse prerogative e capacità dei “normoabili”»: lo ha dichiarato Vincenzo Zoccano, presidente della Consulta delle Associazioni di Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, durante l’incontro di Trieste “La criticità dell’accesso al mercato del lavoro per le persone con disabilità in Friuli Venezia Giulia. Quali strategie concrete per incrementare le opportunità di lavoro?”

Giovane uomo in carrozzina al lavoro alla scrivania«Abbiamo fortemente voluto questo incontro, proprio perché erroneamente si pensa che sia molto facile per le persone con disabilità accedere al mercato del lavoro, percorrendo vie che, nell’immaginario collettivo, spesso sembrano addirittura “privilegiate”. Ma non è così e oggi, in uno dei momenti più critici di sempre per l’occupazione, i numeri delle persone con disabilità che cercano lavoro non sono incoraggianti: nel Friuli Venezia Giulia, ad esempio, si parla di ben 8.397 persone e il numero è in costante aumento».
Lo ha dichiarato Vincenzo Zoccano, presidente della Consulta delle Associazioni di Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, durante l’incontro di Trieste intitolato La criticità dell’accesso al mercato del lavoro per le persone con disabilità in Friuli Venezia Giulia. Quali strategie concrete per incrementare le opportunità di lavoro?, organizzato dalla stessa Consulta Regionale Disabili e dall’Assessorato Regionale al Lavoro (se ne legga anche la nostra presentazione).
«Vogliamo cambiare il modo con cui si pensa alle persone con disabilità – ha aggiunto Zoccano -, ognuna con le sue peculiarità, anche con alte e altissime professionalità, molto spesso considerate “di Serie B”, seppure con le stesse prerogative e capacità dei “normoabili”. E in parallelo bisogna guardare a ciò che dobbiamo ancora perfezionare in termini di accesso al lavoro dei giovani con disabilità, alle capacità di chi vuole fare impresa. La riorganizzazione della nostra Agenzia Regionale per il Lavoro, ad esempio, passata dalle Province alla Regione, deve ancora essere messa a regime, se si pensa che il personale è formato da 21 unità, con un rapporto di un operatore ogni 400 iscritti ai servizi dell’Agenzia stessa. E da ultimo, ma non certo ultimo, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità deve ancora essere ben recepita a livello culturale: gli incontri come quello di oggi a Trieste possono dunque essere d’aiuto per tracciare percorsi concreti e linee di azione». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@consultadisabili.fvg.it.

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