Anche alle persone con disabilità motoria piacerebbe Van Gogh…

«Come è stato possibile avere i permessi per ospitare quella mostra in un palazzo non accessibile alle persone con disabilità motoria?»: il riferimento è alla mostra “Van Gogh Alive – The Experience”, in svolgimento a Roma, e a porre il quesito è l’Associazione Avvocato del Cittadino, che insieme al Comitato Nazionale Famiglie Disabili, ha promosso un ricorso collettivo, chiedendo la rimozione immediata di quelle barriere discriminanti e il risarcimento del danno non patrimoniale nei confronti delle persone con disabilità che non possono usufruire di quel grande evento culturale

"Van Gogh Alive - The Experience", Roma, 2016-2017

Un’immagine di “Van Gogh Alive – The Experience”, grande evento culturale in corso di svolgimento a Roma, ospitato però da un palazzo non accessibile alle persone con disabilità motoria

«Un grande evento culturale come la mostra Van Gogh Alive – The Experience a Roma è inaccessibile alle persone con disabilità motoria»: a segnalarlo all’Associazione Avvocato del Cittadino è stato il Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, facendo riferimento a quanto dichiarato addirittura nel sito ufficiale dell’esposizione, in corso nella Capitale, a Palazzo degli Esami, fino al 26 marzo del prossimo anno. Vi si scrive infatti che «il palazzo sede della mostra è un edificio storico degli anni ’20» e che «sono state avviate le richieste per l’installazione di un montascale».

«Dopo esserci chiesti come avranno fatto mai ad avere i permessi per aprire la mostra al pubblico ormai da quasi due mesi [l’apertura è stata il 25 ottobre, N.d.R.] – dichiarano in una nota dall’Associazione Avvocato del Cittadino – abbiamo deciso di appoggiare la battaglia collettiva di civiltà del Coordinamento, per chiedere l’immediata rimozione delle barriere architettoniche e il risarcimento del danno che i cittadini con disabilità stanno patendo».
«La Legge 67/06 – si legge ancora nella nota – che tutela le persone con disabilità vittime di discriminazione, stabilisce all’articolo 2 che sussiste discriminazione, quando, “per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga” e quando situazioni apparentemente neutre pongono “la persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone. Contro l’inaccessibilità dell’evento romano, quindi, contro questa barriera culturale, oltreché architettonica, abbiamo promosso, insieme al Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, un ricorso collettivo, per chiedere appunto la rimozione della discriminazione e il risarcimento del danno non patrimoniale patito dalle persone con disabilità».

All’azione, viene segnalato, possono partecipare, fino al 7 gennaio, le persone con disabilità motoria che non abbiano potuto visitare la mostra a Roma, anche se straniere o di altre città italiane, venute in vacanza nella Capitale nel periodo dell’esposizione, o che abbiano rinunciato a raggiungere i luoghi della mostra per via dell’impossibilità di accedervi.
Tutte le indicazioni sono disponibili in una pagina dedicata del sito dell’Associazione Avvocato del Cittadino. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@avvocatodelcittadino.com.

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