“La storia siamo noi”, ma “noi” è tutta la comunità cittadina

«Un noto cantautore cantava “la storia siamo noi”. È vero, ma “noi” è tutta la comunità cittadina, perché solo assieme a tutti (quartiere, istituzioni, banche, cooperative, scuole) siamo riusciti a dare risposte concrete alle persone che vivono in casa famiglia»: lo ha dichiarato Luigi Vittorio Berliri, presidente della Cooperativa Sociale romana Spes contra spem – impegnata nel gestire case famiglia per persone con disabilità e minori in difficoltà nel III Municipio della Capitale – in occasione dell’evento organizzato per il venticinquesimo anniversario di tale organizzazione

Roma, Spes contra spem, 3 dicembre 2016

Un’immagine del convegno organizzato da Spes contra spem, in occasione del proprio venticinquesimo anniversario

All’inizio di dicembre, come avevamo segnalato a suo tempo, è stata una giornata di festa, ma anche di studio, quella organizzata a Roma dalla Cooperativa Sociale ONLUS Spes contra spem – impegnata nel gestire case famiglia per persone con disabilità e minori in difficoltà nel III Municipio della Capitale, e attiva anche in servizi a sostegno delle persone anziane sole e nella tutela delle persone con disabilità in ospedale – in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, ma anche del proprio venticinquesimo anniversario.
“Mi riguarda”. I 25 anni di Spes contra spem e la bellezza della rete: questo il titolo del convegno attorno al quale ha ruotato l’evento, «voluto – spiegano da Spes contra spem – per far dialogare i vari attori della città di Roma, per presentare alcune delle esperienze più significative messe in atto negli ultimi venticinque anni, e anche per aprire un confronto e un laboratorio di riflessione e di analisi del bisogno per costruire un welfare più partecipato e inclusivo possibile, un welfare che chiami ad essere protagonista tutto il territorio, dalle istituzioni alle scuole, dai gruppi di volontariato alle imprese e ai loro dipendenti, dai gruppi sportivi ai luoghi di culto. Se tutte queste realtà, infatti, non entrano in relazione tra loro, se ogni soggetto, non si fa “operatore di comunità”, anche luoghi come le case famiglia, dove l’attenzione e la cura rivolta alla valorizzazione della persona sono pane quotidiano, rischiano di diventare dei “piccoli ghetti”. “Accoglienza” e “scambio reciproco”, quindi, possono diventare le due importanti parole chiave per arrivare a un’integrazione piena».
«Un noto cantautore – sottolinea Luigi Vittorio Berliri, presidente di Spes contra spem – cantava “la storia siamo noi”. È vero, ma “noi” è tutta la comunità cittadina, perché solo assieme a tutti (quartiere, istituzioni, banche, cooperative, scuole) siamo riusciti a dare risposte concrete alle persone che vivono in casa famiglia».

Al convegno hanno partecipato anche Rita Visini, assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio e Laura Baldassarre, assessore alla Persona, alla Scuola e alla Comunità Solidale del Comune di Roma.
«Da venticinque anni – ha affermato Visini – Spes contra spem dà una mano a fare di Roma una città più aperta e solidale. Sono esperienze come quella di Casablu e delle altre case famiglia a fare delle nostre comunità dei posti realmente “umani”, concretizzando l’impegno a dare a tutti la possibilità di vivere in pienezza di dignità, in particolare alle persone più fragili, come quelle con disabilità o come i ragazzi a rischio. È un lavoro difficile e bellissimo: il mio augurio è quello di proseguire insieme questo impegno a “sperare contro ogni speranza” per la costruzione del bene comune».

Un caldo saluto è stato rivolto anche da Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, che ben conosce la realtà di Spes contra spem sin da prima del suo ingresso in politica: «Conosco Luigi Vittorio Berliri e Spes contra spem da tanto tempo – ha dichiarato infatti -, ben prima di impegnarmi in politica e mi riempie di emozione pensare che dalla vostra nascita siano passati venticinque anni e pensare, poi, a tutte le persone che avete accompagnato nell’avere un’esistenza libera e dignitosa. Vi sono grata come amica e come cittadina romana, prima ancora che come politico e credo che una realtà come la vostra sia un modello di rapporto virtuoso tra pubblico e privato, tra il dovere della Pubblica Amministrazione di aiutare gli anziani, le persone con disabilità, i minori in difficoltà, e la volontà dei privati cittadini e della società civile di voler dare una mano».

Oltre al convegno, vi è stata anche una giornata di festa, come detto, con più di duecento invitati tra soci, sostenitori e nuovi amici pronti a condividere l’importante traguardo raggiunto dalla Cooperativa romana e a tenere accesa quella “speranza contro ogni speranza”, oggi più viva e necessaria che mai. «Spes contra spem – ha ricordato in tal senso don Enrico Feroci, socio fondatore della Cooperativa e direttore della Caritas Diocesana di Roma – significa proprio “speranza che va al di là di qualunque realtà che si possa sperare”: è questo il significato profondo della parola. Quando venticinque anni fa è stata pensata e voluta Spes contra spem, non avremmo mai pensato di arrivare a questo punto e di avere queste bellissime realtà».

A concludere l’evento vi è stata una cena di raccolta fondi per la realizzazione della nuova Casa Famiglia per Minori Approdo e – fatto non certo secondario –  preparare il menù sono stati i giovani di Una ricetta per due, il nuovo servizio di catering sociale inaugurato recentemente da Spes contra spem, che vede coinvolti proprio le persone in uscita dalle case famiglia i quali , attraverso un servizio di consegna di pasti caldi a domicilio, possono offrire un aiuto concreto ai tanti anziani soli del III Municipio di Roma. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Teresa Di Vaia (teresa@spescontraspem.it).

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