Quei parcheggi “ad personam” di Torino

Continua nel proprio impegno, la CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), per far modificare quella contestata Delibera Comunale che aveva stabilito il mantenimento dei parcheggi riservati “ad personam” soltanto nei casi in cui il familiare o l’assistente che provvede all’accompagnamento della persona con disabilità abbia la stessa residenza dell’assistito. Una norma che sta già creando varie situazioni quanto meno anomale, se non inique. L’Assessorato competente del capoluogo piemontese sta lavorando a un nuovo testo, da condividere poi con le Associazioni

Parcheggio per disabiliÈ già da alcuni mesi che la CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà) sta interpellando l’Assessorato Comunale alla Viabilità e ai Trasporti del capoluogo piemontese, in merito a quella già discussa Delibera prodotta dalla precedente Giunta (n. 01992/119), che aveva stabilito il mantenimento dei parcheggi riservati ad personam soltanto nei casi in cui il familiare o l’assistente che provvede all’accompagnamento della persona con disabilità abbia la stessa residenza dell’assistito, accertabile dai registri anagrafici.
In tal senso, comunica in una nota la CPD, «a diverse famiglie sono già arrivate comunicazioni di rimozione dello stallo da parte della Polizia Municipale, anche in casi in cui l’assistente/accompagnatore vive con l’assistito, ma non può e non ha intenzione di prendere la residenza presso la sua abitazione; un figlio che assiste la madre con disabilità gravissima e la madre stessa risiedono allo stesso numero civico ma in due piani diversi e altre situazioni ancora».

A seguito dunque dei numerosi solleciti della stessa CPD, l’Assessorato competente ha comunicato che l’Ufficio Esercizio sta provvedendo alla riscrittura di quella Delibera, aggiungendo per altro che «l’opportunità di avere una normativa chiara e democratica richiede necessariamente del tempo per poter valutare l’impatto di una scelta rispetto ad un’altra». «A tal proposito – si legge ancora nella comunicazione inviata alla CPD dal Comune di Torino – si inserisce la difficoltà del Settore Esercizio di poter avere un controllo immediato sulle diverse situazioni, in quanto i sistemi informatici utilizzati sono basati su un software che non permette un controllo generale. Pertanto servirà «ancora un po’ di tempo, per poter arrivare a una versione da condividere poi con le Associazioni e giungere finalmente a una positiva conclusione della vicenda». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: uffstampa@cpdconsulta.it.

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