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Quella presa in giro sulla continuità didattica

Andrew Wyeth, "Up in the Studio", 1965

Andrew Wyeth, “Up in the Studio”, 1965

La mancata assegnazione dell’incarico del docente di sostegno sull’intero ciclo scolastico dell’alunno con disabilità ci costringe ad affermare che su questo punto fondamentale lo Schema di Decreto Legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità (Atto del Governo n. 378), approvato lo scorso 14 gennaio e sottoposto ora a parere parlamentare, coincide con una grave presa in giro.
Il valzer degli insegnanti di sostegno, infatti, pur singolarmente prolungato per dieci anni, continuerà annualmente a danno delle nostre famiglie, della qualità inclusiva della scuola italiana e del bilancio dello Stato, affidando ipocritamente la continuità al Piano d’Inclusione e al Piano Educativo Individualizzato (PEI), che saranno però carta straccia, se non garantiti dalla continuità di adeguati sostegni all’impegno di tutti i docenti dell’alunno.

La denuncia di questo “balletto” ha visto la nostra Associazione [AICE, Associazione Italiana Contro l’Epilessia, N.d.R.] denunciare per anni i relativi dati e promuovere nel 2006 la prima Proposta di Legge, la n. 2003 (prima firmataria la deputata Katia Zanotti), per legare l’incarico al ciclo di studio dell’alunno con disabilità e non agli interessi di carriera di chi dovrebbe essere al servizio dell’alunno stesso e dell’intera comunità. Ci siamo poi fortemente impegnati a far sì che la recente Proposta di Legge n. 2444, sostenuta da FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), fosse presentata dal deputato Filippo Fossati e offrisse al Governo gli elementi per interrompere questo odioso balletto.
L’attuale proposta del Governo, su questo punto, non ferma una giostra di oltre 5 miliardi di euro all’anno, ove chi “balla”, pur meglio garantito, continuerà a farlo, con grave e irreparabile danno per centinaia di migliaia di nostri figli, che con questa presa in giro, invece di essere posti al centro della qualificazione inclusiva di tutta la comunità, rimarranno mero strumento.
L’auspicio è dunque che tutti pongano il massimo impegno, per far sì che l’Atto del Governo n. 378 venga modificato a livello parlamentare, nel senso di contemplare una vera continuità didattica per gli alunni con disabilità.

Presidente dell’AICE (Associazione Italiana Contro l’Epilessia).