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Perché non accada mai più

Memoriale "Gegenueber" di Berlino, inaugurato il 2 settembre 2014

Il memoriale dell’Olocausto dei disabili, denominato “Gegenueber” (“di fronte”), inaugurato il 2 settembre 2014, nella Tiergartenstrasse di Berlino

Come ha scritto a suo tempo su queste stesse pagine Stefania Delendati, «prima della “soluzione finale”, che portò alla morte milioni di persone, il regime nazista si “esercitò” sui disabili, ritenuti indegni di vivere, un peso economico per la società e un pericolo per la salvaguardia della popolazione “sana”. Si trattò del Programma Aktion T4, un accanimento organizzato, iniziato nel 1939, chiuso ufficialmente due anni dopo, in realtà proseguito fino al termine del conflitto, segretamente e – se possibile – in modo ancora più crudele. Vennero uccise circa 300.000 persone affette da malattie ereditarie, tra loro moltissimi bambini. Un Olocausto parallelo tenuto seminascosto per quasi mezzo secolo, che soltanto negli ultimi anni è venuto alla luce, grazie soprattutto alle iniziative promosse in occasione del Giorno della Memoria».

Di tali, terribili temi il nostro giornale si occupa ampiamente già da molti anni (se ne legga anche nel box in calce) ed è dunque con piacere che segnaliamo l’importante iniziativa promossa dall’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o relazionale) di Bassano del Grappa (Vicenza), vale a dire la mostra denominata Perché non accada mai più. Ricordiamo, dedicata appunto allo sterminio delle persone con disabilità durante il regime nazista e che si inaugurerà proprio nella Giornata della Memoria di venerdì 27 gennaio, presso Palazzo Agostinelli (Via Barbieri) della città veneta, restando aperta fino al 5 febbraio e avvalendosi del patrocinio dell’Assessorato alla Promozione del Territorio e della Cultura del Comune di Bassano del Grappa.

«Onorare la memoria di quelle vittime innocenti – spiegano dall’ANFFAS bassanese – e stimolare una riflessione sulle motivazioni culturali, politiche, scientifiche ed economiche che portarono prima alla sterilizzazione, poi all’uccisione dei disabili nella Germania nazista: sono queste le motivazioni dell’iniziativa che abbiamo promosso». (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione Sonia Zen, presidente dell’ANGSA Veneto (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti sulla mostra di Bassano del Grappa: info@anffasbassano.it.
Accedendo all’ampia ricognizione storica curata da Stefania Delendati per il nostro giornale, con il titolo Quel primo Olocausto, oltre ad approfondire i vari temi riguardanti lo sterminio di migliaia e migliaia di persone con disabilità, da parte del regime nazista, si può anche consultare l’ampio elenco di testi da noi presentati in questi anni su tale materia.