Si premia una tesi sul disturbo dello spettro autistico

È andato a una ricerca sul tema “Il disturbo dello spettro autistico. Il disegno a supporto della comunicazione in un’analisi di caso”, il premio annuale promosso dalla Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, destinato alle tesi di laurea riguardanti politiche e interventi per i diritti e l’integrazione delle persone con disabilità. «L’obiettivo di questa tesi – scrive Marta Sfriso, che ha condotto lo studio – è quello di dimostrare l’impossibilità di standardizzazione e omologazione dell’intervento educativo»

Bimbo che fissa un oggetto nelle sue maniNella mattinata di oggi a Trieste, presso il Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia, verrà consegnato il premio annuale promosso dalla Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle loro Famiglie, destinato alle tesi di laurea riguardanti politiche e interventi per i diritti e l’integrazione delle persone con disabilità.
Ad essere premiato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio Mariagrazia Santoro, alla presenza di Vincenzo Zoccano, presidente della Consulta Regionale, sarà lo studio svolto a conclusione del corso di laurea triennale in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Trieste, condotto da Marta Sfriso, sul tema Il disturbo dello spettro autistico. Il disegno a supporto della comunicazione in un’analisi di caso (relatrice: Elena Bortolotti).
La ricerca è nata da un’esperienza vissuta durante il tirocinio universitario all’interno del Progetto Autismo, iniziativa sperimentale avviata nel 2011, a partire da una collaborazione tra l’Area Disabilità dell’ULSS 9 di Treviso e la Casa Generalizia della Pia Società Torinese San Giuseppe Comunità Murialdo (Treviso), le cui attività trovano inserimento nella realtà della Biofattoria Murialdo.
«L’obiettivo di questa tesi – scrive Sfriso nell’introduzione – è quello di fornire un’accurata analisi dell’esperienza condotta nel rispetto delle peculiarità e delle specificità del singolo, a dimostrazione dell’impossibilità di standardizzazione e omologazione delll’intervento educativo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@consultadisabili.fvg.it.

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