Scuola: troppi errori e lacune in quei testi

«Dovranno essere profondamente rivisti, quei Decreti Attuativi della Legge 107/15, per rispondere alle necessità dei nostri bambini/ragazzi inclusi nella scuola»: lo dichiara Franco Bettoni, presidente della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), dopo avere partecipato all’Audizione presso le competenti Commissioni della Camera che stanno esaminando quegli Schemi di Decreto prodotti dal Governo. E come già la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), anche la FAND ritiene indispensabili ulteriori confronti

Classe di scuola primaria con un bimbo in carrozzinaDopo la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – della quale abbiamo già ampiamente riferito le considerazioni in altra parte del giornale – anche la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), ricevuta anch’essa dalle Commissioni VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XII (Affari Sociali) della Camera, che congiuntamente stanno esaminando gli Schemi dei Decreti Attuativi della Legge 107/15 (La Buona Scuola), chiede ulteriori confronti, innanzitutto su quello relativo sull’inclusione (Atto del Governo Atto del Governo n. 378), come si evince dalle dichiarazioni rilasciate in una nota da parte di Franco Bettoni, presidente della Federazione.
«All’Audizione delle Commissioni della Camera abbiamo consegnato una nostra proposta di emendamenti ai Decreti Attuativi della Legge 107/15, che dovranno essere profondamente rivisti, per rispondere alle necessità dei nostri bambini/ragazzi inclusi nella scuola. In tal senso abbiamo sottolineato che è per noi inaccettabile la soppressione dell’articolo 15 della Legge 104/92, soppressione alla quale conseguirebbe che le famiglie e le Associazioni delle persone con disabilità dovrebbero essere escluse dal percorso che definisce le risorse necessarie per il sostegno. Abbiamo inoltre rivendicato la necessità di ripristinare a venti il numero massimo di alunni per classe».

Oltre poi ad evidenziare che «la causa dell’inadeguatezza dei decreti va imputata anche al fatto che agli incontri dei mesi scorsi tra le rappresentanze politiche e tecniche del MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) e le Associazioni, non ha mai fatto seguito, da parte del Ministero stesso, l’invio di una bozza di testo che permettesse un reale confronto su quanto recepito», Bettoni si sofferma sulla «formazione degli insegnanti per il sostegno», rispetto alla quale ha ribadito in Audizione alla Camera «la necessità di una formazione più specifica, che comprenda anche la conoscenza delle tecnologie assistive, per favorire l’inclusione e facilitare l’apprendimento dei ragazzi con disabilità. Infatti, la continuità didattica così formulata non è assolutamente garantita, considerando che, per noi, essa non riguarda solo quella del docente per il sostegno».

Per quanto poi riguarda lo Schema di Decreto n. 380, riguardante i servizi per l’infanzia (0/3 anni), secondo Bettoni «il Ministero sembra essersi “dimenticato” di come debbano essere adeguatamente formati gli educatori; pertanto chiediamo con forza che nel percorso formativo vengano inseriti almeno 60 CFU (Crediti Formativi Universitari) sulle tematiche della disabilità, specificatamente riferiti a quei primi anni di vita, come condizione indispensabile per un corretto sviluppo del bambino con disabilità al fine di prevenire disabilità “secondarie”».

«Per colmare dunque il divario tra le nostre richieste e i testi dei Decreti – conclude il Presidente della FAND – sono già in corso contatti con il Presidente e le relatrici delle due Commissioni, affinché a questo primo incontro ne seguano altri, per un opportuno e indispensabile confronto con le Associazioni di persone con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: resp_ufficiostampa@anmil.it (Marinella De Maffutiis).

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