È arrivato nelle sale “Ho amici in paradiso”

Frutto di un progetto “partito da lontano”, che avevamo già definito a suo tempo come un “film contro tutti i luoghi comuni”, è ora arrivato in sala, dopo una bella accoglienza alla Festa del Cinema di Roma, “Ho amici in paradiso”, commedia che ha per protagonisti attori professionisti insieme a persone con disabilità del Centro di Riabilitazione Don Guanella di Roma, e che tratta con leggerezza, ma in modo non certo banale, il tema della disabilità intellettiva

Cast di "Ho amici in paradiso"

Foto di gruppo per il cast di “Ho amici in paradiso”, con attori professionisti e persone con disabilità intellettiva del Centro di Riabilitazione Don Guanella di Roma

Felice Castriota è un commercialista salentino legato alla malavita; sembra spinto dal coraggio, quando denuncia il nome del boss per il quale ha riciclato denaro sporco, ma nella realtà è perché è attratto dal facile guadagno. Pensa che dodici mesi di affidamento in prova al servizio sociale presso l’Opera Don Guanella di Roma passeranno in fretta e potrà ritornare alla vita che ha sempre fatto: soldi, belle donne, divertimento… I suoi primi giorni al Centro Don Guanella sono caratterizzati dal rifiuto della realtà: le persone con disabilità, che deve accudire, gli fanno schifo; poi, passo dopo passo, incomincia a farsi voler bene da loro e a rendersi consapevole della straordinaria ricchezza racchiusa in loro…
Parte così la storia del film Ho amici in paradiso, opera prima del regista Fabrizio Maria Cortese, che da oggi, 2 febbraio, è arrivata nelle sale e che è il frutto di un progetto “partito da lontano”, come avevamo ampiamente raccontato nella primavera dello scorso anno, parlando di «un film contro tutti i luoghi comuni».
Prodotto dalla Golden Hour Films con RAI Cinema, in associazione con l’Opera Don Guanella di Roma e DESI e in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana e con la Fondazione Ente dello Spettacolo, Ho amici in paradiso è stato presentato nello scorso autunno come “evento speciale” alla Festa del Cinema di Roma (Sezione Alice nella città), dove è stato a lungo applaudito, per la leggerezza e l’amabilità con cui presenta la disabilità intellettiva. Tra i protagonisti, infatti, vale la pena ricordarlo, accanto ad attori professionisti (Fabrizio Ferracane, Valentina Cervi, Antonio Catania, Antonio Folletto, Emanuela Garuccio, Enzo Salvi, Gabriele Dentoni, Erika Blanc), recitano Michele Iannaccone, Stefano Scarfini, Mariano Belvedere, Paolo e Giorgio Mazzarese, Rocco Keci e Daniela Cotogni, tutte persone con disabilità intellettiva, ospiti del Centro di Riabilitazione Don Guanella.

Il film è stato tra l’altro presentato in questi giorni in Parlamento dallo stesso regista Cortese, alla presenza della ministra della Salute Beatrice Lorenzin, di don Pino Venerito, direttore del Centro di Riabilitazione Guanella, di Simonetta Magari, direttore sanitario del Centro stesso, oltreché di alcuni attori.
«In realtà – spiega don Pino Venerito – l’idea risale all’estate del 2014; eravamo alla ricerca di qualcosa che potesse sottolineare in modo significativo il primo centenario della morte del nostro padre fondatore, San Luigi Guanella, che avremmo celebrato l’anno successivo, il 24 ottobre 2015. Non volevamo fare un film sulla sua vita – anche se si presterebbe molto bene ad essere sceneggiata – né volevamo fare un documentario sulle nostre attività. Volevamo semplicemente cogliere l’occasione per far rivivere don Guanella oggi e mostrarlo “vivo”. Ecco dunque l’idea di presentare uno spaccato della vita del nostro Centro di Riabilitazione: la sua mission e la sua spiritualità. Parlando con il regista, ci siamo trovati d’accordo sul fatto di pensare a qualcosa che potesse raggiungere il grande pubblico, di uscire dai nostri ambienti “religiosi”. Abbiamo quindi individuato insieme la strada della commedia: far riflettere la gente divertendola. E qui c’è stata la fantasia di Fabrizio Maria Cortese nel trovare il soggetto adatto».
«Dentro questa storia “inventata” – aggiunge Venerito – scorre la vita del nostro Centro e penso che il film riesca molto bene a rendere l’idea di quello che volevo e volevamo, catturando da una parte il cuore, per la trama del racconto, ma allo stesso tempo facendo scoprire nelle sue linee essenziali la bellezza del nostro modo “tipico” di stare insieme alle persone con disabilità: accoglienza, benevolenza, interessamento, sollecitudine, cura, pazienza, gioco di squadra. E vi è anche la ricchezza del valore del volontariato. Mi auguro dunque che il grande pubblico possa godere di questa “bellezza e “ricchezza”».

«Questa commedia – dichiara dal canto suo Simonetta Magari, docente di Disturbi del Linguaggio e Psicopatologia della Disabilità Intellettiva presso l’Università del Sacro Cuore e anche, come detto, direttore sanitario del Centro Don Guanella – mette in gioco le capacità comiche e le personalità eterogenee di queste persone considerate “meno abili”, ma che possono tirar fuori molte competenze di intelligenza emotiva, come dimostrano studi scientifici da molti anni». (S.B.)

È disponibile la videopresentazione del film Ho amici in paradiso. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@benews.it.

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