La diffusione del Progetto “PerContare”

Sono già oltre seimila gli insegnanti che dalla metà del 2014 hanno fatto richiesta delle guide didattiche realizzate dalla Fondazione ASPHI nell’àmbito del progetto denominato “PerContare”, iniziativa voluta innanzitutto per dare una risposta concreta ai bisogni dei bambini affetti da un disturbo specifico di apprendimento quale la discalculia, mettendo a disposizione strumenti e metodologie per un intervento tempestivo che si avvalga sia delle potenzialità dell’informatica, sia di materiali non digitali di supporto alla didattica

Progetto "Percontare" dell'ASPHI

Un’elaborazione grafica dedicata al progetto dell’ASPHI “Percontare”

Sono già oltre seimila gli insegnanti che dalla metà del 2014 hanno fatto richiesta delle guide didattiche realizzate dalla Fondazione ASPHI (già Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l’Handicap mediante l’Informatica, oggi “Information & Communication Technology per migliorare la qualità di vita delle Persone con disabilità), nell’àmbito del Progetto PerContare.
Si stima infatti che del 20% circa di alunni che incontrano difficoltà spesso significative nell’apprendimento della matematica, il 4% di essi manifesti un reale DSA (disturbo specifico di apprendimento), quale la discalculia (se ne legga nel box in calce).
Con il Progetto PerContare, dunque, ASPHI ha voluto dare una risposta concreta ai bisogni urgenti di questi bambini, delle loro famiglie e degli insegnanti, mettendo a disposizione strumenti e metodologie per un intervento tempestivo che si avvalga sia delle potenzialità dell’informatica, sia di materiali non digitali di supporto alla didattica. (S.B.)

Per un approfondimento sul Progetto Percontare, accedere a una specifica pagina presente nel sito della Fondazione ASPHI. Per ulteriori informazioni: Paola Angelucci (pangelucci@asphi.it).

DSA (disturbi specifici di apprendimento)
La discalculia, di cui si parla nella presente nota, fa parte dei DSA (disturbi specifici di apprendimento), ovvero di quei disturbi del neurosviluppo che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione, dipendenti dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo. Non sono quindi causati né da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali.
In base al tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in dislessia (disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo), disortografia (disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nella competenza ortografica e nella competenza fonografica), disgrafia (disturbo specifico della grafia che si manifesta con una difficoltà nell’abilità motoria della scrittura) e appunto discalculia (disturbo specifico dell’abilità di numero e di calcolo che si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri).
Le difficoltà dei bimbi con DSA solitamente ne condizionano anche in modo pesante le prestazioni scolastiche, anche perché non sempre gli approfondimenti diagnostici vengono svolti tempestivamente (ancora tanti bambini accedono infatti ai servizi alla fine della scuola elementare o alla scuola media), a causa di una sbagliata interpretazione o sottovalutazione del problema. Si parla ancora, ad esempio, di pigrizia, demotivazione o disagio psicologico, problemi che senz’altro a volte possono essere associati al disturbo, ma che rappresentano dei correlati o delle conseguenze dei DSA, non la causa.
Per ridurre l’interferenza di questi disturbi, è possibile ricorrere all’ausilio di strumenti compensativi e dispensativi, appositamente previsti dalla normativa italiana (Legge 170/10).
A occuparsi nel nostro Paese di dislessia e degli altri disturbi specifici dell’apprendimento vi è l’AID (Associazione Italiana Dislessia), nata con la volontà di far crescere la consapevolezza e la sensibilità verso questi problemi, che si stima colpiscano in Italia colpisca circa un milione e 900.000 persone.
L’Associazione – che conta oltre 18.000 soci e 98 Sezioni attive, distribuite su tutto il territorio nazionale – lavora quindi per approfondire la conoscenza dei DSA e promuovere la ricerca, accrescere gli strumenti e migliorare le metodologie nella scuola, affrontare e risolvere le problematiche sociali legate a tali disturbi. Essa è aperta ai genitori e familiari di bambini dislessici, ai dislessici adulti, agli insegnanti e ai tecnici (logopedisti, psicologi, medici). (S.B.)

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