Questo assioma merita sostegno

Un assioma che non va dimostrato e che porta a un’inevitabile conclusione: ognuno, a suo modo, è disabile o quanto meno è toccato dalla disabilità in maniera indiretta. Un’organizzazione – Village for all (V4A®) – che tanti buoni risultati ottiene ormai da anni in àmbito di ospitalità accessibile e che punta ora a fornire il proprio contributo per una nuova cultura sulla disabilità. Alcuni giovani creatori di cinema, con le menti “pulite” da stereotipi e pregiudizi. Sono gli ingredienti di “AXioMA”, un cortometraggio che merita certamente di nascere, grazie al contributo di tutti

"AXioMA": Elisa Possenti filma Roberto Vitali

Elisa Possenti mentre filma Roberto Vitali, per una scena del cortometraggio “AXioMA”

Assioma, ovvero ciò che in filosofia o in matematica è una proposizione o un principio che è assunto come vero, perché ritenuto evidente o perché fornisce il punto di partenza di un quadro teorico di riferimento. Ora AXioMA – dicitura originaria latina del termine – vuole essere anche un cortometraggio sulla disabilità, ideato per lanciare un importante messaggio culturale, che trovi la maggior visibilità possibile nei più importanti Festival Nazionali e Internazionali di cinema.
Per riuscire ad attuare l’iniziativa, è stata lanciata una campagna di crowdfunding (raccolta fondi nel web), che merita certamente sostegno da parte di tutti. Ma andiamo a scoprire come mai a promuovere il progetto sia stata Village for all (V4A®), la nota azienda avviata una decina di anni fa a Ferrara, specializzata nell’organizzazione di sistemi dedicati al turismo accessibile, e divenuta partner di riferimento per numerosi enti, organizzazioni e aziende in Italia e all’Estero. Lo abbiamo chiesto al suo fondatore e presidente Roberto Vitali, anch’egli persona con disabilità motoria.
«Recentemente – spiega – insieme al nostro direttore operativa Silvia Bonoli, abbiamo deciso di intraprendere una serie di azioni volte ad ampliare la nostra sfera di azione in favore di tutte le persone toccate dalla disabilità e fra le tante iniziative in fase di sviluppo, abbiamo deciso di utilizzare il mezzo televisivo/cinematografico per fare emergere una tematica sociale della quale, a mio avviso, si è fino ad oggi parlato poco e spesso male. Consapevoli dunque che proprio il nostro retaggio culturale e una serie di luoghi comuni e stereotipi acquisiti nel tempo distorcono tuttora la percezione generale della disabilità, abbiamo deciso di affidare la tematica a un gruppo di giovani creatori di cinema, affinché con la loro visione non viziata dal pregiudizio, possano raccontare una verità talmente evidente da risultare praticamente invisibile. Quel che ci aspettiamo, quindi, è un approccio differente, che possa aiutare le persone a comprendere meglio l’assioma che sta alla base del progetto, ossia che tutti, ma proprio tutti, nella loro vita hanno avuto o avranno a che fare con la disabilità ed è necessario per questo costruire una cultura più ampia e condivisa, meno concentrata sul sensazionalismo o su uno stucchevole buonismo, ma concretamente più attenta alle persone e ai loro bisogni».

Giovani filmmaker, dunque, e innanzitutto Elisa Possenti, classe ’98, ma già fattasi notare come regista, attrice e sceneggiatrice, con importanti frequentazioni in Italia e anche all’estero. Andiamo a conoscerla.
«Sono nata in un piccolo paese lombardo – racconta – e ho trascorso l’infanzia girando l’Italia per via del lavoro dei miei genitori (direttori di strutture turistiche), vivendo un’esperienza itinerante che ha fortemente contribuito allo sviluppo della mia identità artistica e al bisogno di trasmettere il mio bagaglio esistenziale attraverso l’arte. Proprio in quegli anni, affascinata, se non ipnotizzata dai film che “divoravo” ogni giorno, ho scoperto che il mezzo più potente per “raccontare una storia” è appunto il cinema. Poi, recitando a teatro e frequentando accademie cinematografiche in Italia e all’estero, tra cui la New York Film Academy, ho iniziato a praticare concretamente la mia passione. Ciò che però non avevo ancora realizzato fino a due anni fa era l’obiettivo di trasformare la mia vocazione in un lavoro. Ho esordito quindi in piccole produzioni indipendenti, per farmi notare da qualche nome del settore, e dopo essere stata scelta da Lucia Cassini per la fiction Ischia Forever, sono seguite produzioni come Futuri Incerti e Stripling, oltre a spettacoli teatrali e spot pubblicitari. Subito dopo si è aperta la possibilità di stare anche dietro alla cinepresa, scrivendo, dirigendo e post-producendo spot pubblicitari e cortometraggi».

Ma com’è nata l’idea di Axioma? «Durante un’articolata riflessione sulla disabilità – spiega Elisa -, sono arrivata alla conclusione che ognuno, a suo modo, è disabile o quanto meno è toccato dalla disabilità in maniera indiretta. Ho deciso quindi di identificare come assiomi le difficoltà che ciascuna persona deve affrontare quotidianamente e quando sono passata alla stesura della sceneggiatura vera e propria, ho articolato una trama relativamente semplice e lineare sulla base della complessa psicologia del protagonista, una persona con disabilità motoria, per il quale – durante una serie di eventi – la fragilità si tramuta via via in rinascita».
A proposito poi del nome scelto, «Un axioma – dice la giovane creatrice di cinema – non deve essere dimostrato, ma viene dato per scontato, così come un postulato in matematica. Il passato del protagonista e l’incidente che gli ha impedito di camminare sono quindi assiomi nella sceneggiatura e il cortometraggio prende le mosse dal postulato, ovvero dal presupposto, che ognuno in questo mondo e a suo modo è toccato dalla disabilità».

Si tratta dunque di un progetto decisamente interessante, che se diffuso nella maniera giusta, arrivando, come detto, a varie rassegne cinematografiche nazionali e internazionali, ma anche trovando ampia visibilità nel web, può senz’altro porre un prezioso tassello nella costruzione di una nuova cultura sulla disabilità, filtrata da “menti giovani”. Basta poi sfogliare le stesse pagine del nostro giornale, per capire la concretezza e l’ampio respiro delle iniziative condotte in questo decennio da Village for all, un nome che anche in questo caso è una garanzia.
In conclusione, quindi, torniamo a ricordare il link accedendo al quale tutti potranno contribuire, entro il 5 marzo, alla realizzazione di AXioMA. (Stefano Borgato)

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